Lipsia, la storia di Demme: origini italiane, convocato da Low

Figlio di un calabrese emigrato in Germania, Demme gioca con il Lipsia da quando il club era in terza serie. Ora è appena stato convocato nella nazionale tedesca.

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La fatina dei denti esiste, e realizza i desideri. Per conferme rivolgersi a Diego Demme. Centrocampista italo-tedesco del Lipsia, quest’anno ha giocato 31 partite su 33 in Bundesliga. Sua la storia personale più bella fra quelle che hanno creato il miracolo biancorosso.

Perché Diego, figlio di un calabrese emigrato in Germania, ha scelto il Lipsia nel gennaio del 2014, quando il club era ancora nella terza serie tedesca. Lui all’epoca giocava (titolare) col Paderborn una divisione sopra, decise di fare un passo indietro e di scendere di categoria, ma solo per prendere una rincorsa più lunga e fare un salto migliore.

Demme è infatti maturato con la squadra, passo dopo passo, conquistando due promozioni prima, e la qualificazione alla fase a gironi della Champions League ora (ma la Uefa a giugno dovrà confermare che non c'è conflitto di interessi fra le società della Red Bull che parteciperanno alla competizione). E la crescita non è ancora finita. Né la sua né quella del Lipsia.

La storia di Demme, l’italiano del Lipsia

Demme è il fulcro del gioco del Lipsia. Nessuno in squadra quest’anno ha toccato più palloni di lui. Recentemente ha spiegato:

Ho studiato molti filmati, ho imparato a muovermi fra le linee per aiutare i miei compagni.

Il 15 aprile scorso, contro il Friburgo, Demme ha anche segnato il suo primo gol fra i professionisti. Quel giorno restò in campo per tutta la partita pur avendo perso un dente dopo uno scontro con un avversario. Al termine della gara svelò il proprio sogno:

Voglio la nazionale. Non importa se italiana o tedesca, la prima che chiama a me va bene.

Diego Demme
Diego Demme soccorso dopo lo scontro che gli è costato un dente

Diego d’altronde è per metà tedesco. La madre è del Nordrhein-Westfalen. Attraverso le sue prestazioni con il Lipsia si è guadagnato l’attenzione di Löw, che lo ha inserito nella rosa della nazionale tedesca per la Confederations Cup. E così ha coronato il suo sogno, quello espresso al termine della partita vinta dal Lipsia contro il Friburgo, quando, oltre a segnare, si fece anche male. Un dente in meno, un desiderio in più. Che la fatina dei denti ha subito esaudito.

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