NBA playoffs: la rimonta Warriors all'ombra del misfatto di Zaza

Gli Spurs dominano e vanno alla pausa sul +20 con un Leonard dominante. Poi Pachulia lo esclude dalla partita, Durant e Curry rimontano e gara 1 è di Golden State.

Leonard s'infortuna e la macchina Spurs si ferma

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9.75 persone su 10 hanno previsto i Warriors vincenti contro gli Spurs in questa serie, ma noi eravamo avanti di 23 punti prima che Kawhi Leonard s’infortunasse. Abbiamo giocato un’ottima regular season, dei buoni playoffs e prima della porcheria di Pachulia eravamo in controllo. Chiedete al suo compagno David West come si comporta Pachulia in campo. 

Queste le parole di un Gregg Popovich che giustamente non le manda a dire, dopo aver sostanzialmente perso gara 1 di finale di conference NBA per una schifezza di Zaza Pachulia. Il georgiano ha messo fuori gioco Kawhi Leonard con una delle azioni più brutte che si possano fare a un giocatore di basket, mettendosi sotto la ricaduta da un tiro. Ne è nata la seconda distorsione in pochi minuti che ha aggravato problemi già presenti dalla serie con Houston. Leonard ha così lasciato i suoi compagni che hanno fisiologicamente fatto evaporare 23 punti di vantaggio, pur lottando fino all’ultimo secondo e avendo una tripla di Aldridge aperta per l’overtime. The Klaw, purtroppo, dovrà guardare dalla prima fila anche gara due visto che l’infortunio non è curabile in 48 ore.

Golden State è stata indubbiamente brava a girare subito il momentum della partita a proprio favore piazzando un parziale tramortente (16-0) e diventando l’unica squadra in 317 partite giocate dagli Spurs a recuperare loro uno svantaggio di 25 punti. Curry ha semplicemente messo la mano nel forno con una serie di triple, mentre ha chiuso poi il lavoro Kevin Durant nel quarto periodo per tornare a contatto e agganciare gli avversari. La parola fine è arrivata ancora dalle mani di Curry, che con un floater dal centro dell’area (un po’ fortunoso che rimbalza due volte sul ferro) ha messo tre punti di distanza.

NBA, il misfatto di Zaza poco Zenigata

Se nel cartone animato Zazà Zenigata rincorreva ogni puntata Arsenio Lupin per incastrarlo durante le sue malefatte, in questo caso lo Zaza georgiano dovrebbe vedersi aprire un’inchiesta dalla NBA non tanto e non solo per il misfatto, ma anche per evitare la sola possibilità che si ripeta.
Non possiamo e non ci arroghiamo il diritto di valutare la volontarietà di un simile gesto, ma come detto da Popovich nel day after, il suo closeout è innaturale, viene prolungato di un passo che basta per finire sotto il giocatore in salto e procurargli un grave infortunio. Per capire quanto non sia un innocente basta guardare la stessa azione di Durant pochi secondi prima sempre su Leonard, quando Kawhi si gira per la prima volta la caviglia sul piede di un compagno in panchina. I piedi di KD vanno molto lontani da quelli dell'avversario come un movimento naturale impone.

Per questo motivo la lega non può soprassedere su una dinamica che andrebbe punita in maniera molto pesante (flagrant 1 o 2) al puro fine di toglierne anche il beneficio del dubbio. Semplicemente non può esistere un contatto di questo tipo nella pallacanestro, perché chi gioca è perfettamente conscio che già nel momento in cui entra nella sfera della discrezionalità, diventa un serio pericolo. Pachulia va punito indipendentemente dalla volontarietà, perché ha compiuto un gesto che rischia di condizionare irreparabilmente una serie di finale di conference. Di sicuro ha contaminato una partita che, con la presenza di Leonard sino alla fine, non avrebbe visto una tale rimonta dei Warriors (58-33 il parziale da 7.53' sul cronometro del terzo quarto).

Il talento di Kevin Durant

Le parole di Kerr e la svolta

Steve Kerr ha potuto vedere la partita dalla locker room della squadra e nell’intervallo dopo la sberla da -20 subita dai suoi ha parlato al suo gruppo stimolandolo a cambiare marcia per fare qualcosa di diverso. Certamente le parole di Kerr non sono la mano di Re Mida, ma l’influsso che ha su questo gruppo di ragazzi è qualcosa che giustifica gran parte degli stupendi risultati ottenuti sino a qui.

Durant e Curry hanno fatturato 74 punti in coppia, ovvero il loro massimo stagionale, hanno recuperato 20 punti dopo l’intervallo ovvero la seconda rimonta più ampia della storia NBA dopo i 25 subiti dai Pacers per mano dei Cavs e hanno risposto dopo che San Antonio li aveva fatti inseguire per un totale di minuti maggiore rispetto a tutta la serie contro i Jazz. È una partita che difficilmente si ripeterà in gara due, ma speriamo almeno che Leonard possa fare il miracolo di tornare in gara 3 per fornire una serie degna di tal nome, anche in onore della splendida stagione dei neroargento.

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