Feyenoord, un capitano infinito: Kuyt riporta il titolo dopo 18 anni

Il 36enne realizzata una tripletta decisiva all'Heracles nel giorno più importante della stagione: il titolo torna a Rotterdam a distanza di 18 anni dall'ultima volta.

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Quando tutto sembra perso, quando comincia a essere alta la paura di perdere qualcosa che fino a poco prima avevi dato per scontato, hai due possibilità: la prima è lasciarti travolgere dalle sensazioni negative e confermare la "Legge di Murphy". L'altra è l'esatto opposto, cioè voltare subito pagina, rialzare la testa e andare a riprenderti con carattere quello che ti spetta di diritto. Ecco, questa seconda opzione, a Rotterdam, in queste ore si chiama "Legge di Kuyt".

Sì, perché quando il Feyenoord ne ha avuto bisogno, ci ha pensato lui, il capitano. La sconfitta per 3-0 nel derby con l'Excelsior la settimana scorsa aveva destabilizzato profondamente l'ambiente, come testimoniato dalla città messa a ferro e fuoco dalla furia dei tifosi "De club van het volk", letteralmente il "club del popolo".

In questa situazione e con l'Ajax finalista di Europa League a un solo punto di distanza in Eredivisie, insomma, la partita casalinga con l'Heracles era piena di tensione per la squadra di van Bronckhorst. Ed è per questo che ha preso in mano la situazione lui, Dirk Kuyt, che a 36 anni non ha ancora perso la determinazione che ha contraddistinto tutta la sua carriera, nella quale molto probabilmente ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Il capitano del Feyenoord ha preso per mano la sua squadra, regalandole il meritato 15esimo campionato della sua storia, a distanza di 18 anni dall'ultima volta. 

Kuyt, tripletta del capitano

Ci ha messo 38 secondi, Kuyt, a mettere in discesa la partita del Feyenoord con l'Heracles. Ha sfruttato un lancio di Bart Nieuwkoop apparentemente innocuo, facendo sentire costantemente il fiato sul collo a te Wierik. Il capitano ci ha creduto fino all'ultimo, non certo una novità per uno come lui. E solo per quello è riuscito a sfruttare al meglio l'errore del difensore avversario, scaraventando poi quel pallone sul secondo palo. Una rete di potenza, che simbolicamente ha scacciato via la tensione, e quella pericolosa paura di perdere, da tutto il Feyenoord.

E non è mica finita lì, perché dopo 12 minuti Kuyt ha anche concesso il bis. Elia dalla sinistra crossa il pallone al centro e lui è ancora lì, pronto per l'appuntamento con la storia. Il suo colpo di testa in tuffo stavolta non è rabbioso, ma dolce. E accompagna il pallone alle spalle di Castro.

Poi nella ripresa la ciliegina sulla torta. Un calcio di rigore a sei minuti dalla fine del quale si occupa lui (e chi sennò?), realizzando la sua seconda tripletta stagionale dopo quella in Coppa all'Ado Den Haag. Si tratta della sua 12esima rete in campionato, la 15esima complessiva in stagione. Ed è quella che - a prescindere dal gol della bandiera di van Ooijen a tempo scaduto - di fatto dà l'avvio alla festa del Feyenoord e rimette a posto la storia, dopo il passo falso della settimana scorsa con l'Excelsior.

Feyenoord, ritorno e titolo 

Eccola, la Legge di Kuyt, che riporta così a Rotterdam un titolo che mancava da 18 anni. Ha chiuso il cerchio, il 36enne olandese, al quale 12 anni fa, nella sua prima esperienza al Feyenoord non erano stati sufficienti 29 gol in campionato e il titolo di capocannoniere per raggiungere lo stesso obiettivo. All'epoca non era capitano, ci divenne l'anno successivo per poi salutare tutti e iniziare le nuove avventure, prima a Liverpool e poi con il Fenerbahce.

Una carriera vissuta sempre ad altissimi livelli, segnando a ripetizione come confermano i suoi 305 gol in carriera (nazionale olandese compresa). Ma che fino a oggi è stata molto avara di titoli: due coppe di Lega olandesi con Utrecht e Feyenoord, altri due successi con il Liverpool (una coppa di Lega e una Supercoppa d'Inghilterra) e 3 con il Fenerbahce, dove ha vinto coppa nazionale, Supercoppa e campionato turco.

Era in credito con il destino, Dirk Kuyt. E oggi, almeno in parte, se l'è fatto saldare con una tripletta che entrerà nella storia. Non solo a livello personale, ma anche per quello che riguarda il suo Feyenoord, tornato di nuovo in cima all'Eredivisie a distanza di 18 anni dall'ultima volta. Dopo la sconfitta di una settimana fa, serviva una risposta di carattere da parte di tutti gli uomini di van Brockhorst. Ma alla fine è stata sufficiente quella del suo capitano. Quella di un infinito Dirk Kuyt.

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