Legenden der Bundesliga: Huntelaar e la storia d'amore con lo Schalke

Huntelaar lascia lo Schalke: è il secondo miglior marcatore della storia del club, ma ha vinto poco. Riassunto del rammarico di ciò che poteva essere ma non è stato.

Huntelaar lascia lo Schalke ed è l'ultimo di una serie di campioni che avevano reso grande il club

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Una lunga storia d’amore, che alla fine si è un po’ trascinata. Ma nonostante le ultime non esaltanti stagioni, Jan Klaas Huntelaar allo Schalke ha scritto la storia. Nella partita pareggiata ieri contro l’Amburgo ha giocato per l’ultima volta nello stadio di Gelsenkirchen, ultimo di una squadra di campioni che nel 2011 portò la squadra fino alla semifinale di Champions League, miglior risultato della storia del club nella massima competizione europea.

Neuer, Draxler, Raul, Farfan, Huntelaar. Lo Schalke che nel 2011 arrivò in semifinale di Champions (dopo aver battuto l'Inter campione d'Europa con un netto 5-2 a San Siro) da ieri ha perso l’ultima grande stella. L’attaccante olandese lascerà il club di Gelsenkirchen (a parametro zero) dopo 7 anni ad altissimi livelli. Potrebbe tornare all’Ajax, dove divenne grande. 

E pensare che la sua avventura in Bundesliga è cominciata con uno sciopero evitato. O meglio: un boicottaggio. Perché i tifosi del Borussia Dortmund, quando si era sparsa la notizia che lo Schalke stesse trattando con il Milan per portare Huntelaar in Germania, pensarono a lungo di disertare la trasferta nel derby a Gelsenkrichen per non aiutare il club rivale a raccogliere soldi utili per la trattativa. Al punto che perfino Klopp, all’epoca allenatore dei gialloneri, incentivò l’idea:

Per me i nostri tifosi fanno bene a non finanziare i nostri rivali aiutandoli a prendere grandi campioni.

Huntelaar esulta
Huntelaar esulta dopo un gol, vicino a lui Draxler

Huntelaar, una lunga storia d’amore con lo Schalke

Alla fine Huntelaar non solo arrivò, ma proprio contro il Borussia Dortmund ha dato il meglio di sé. Nessuno, con la maglia dello Schalke, ha segnato più gol ai gialloneri. Record del genere i tifosi li accolgono sempre particolarmente volentieri. Il “cacciatore” segnò il primo gol in Bundesliga proprio contro i cugini. Eppure Jan Klaas, prima di trasferirsi in Germania, aveva vissuto un drastico calo: in Olanda era riuscito a far bene ovunque, ma poi, quando aveva tentato il grande salto, è inciampato. Prima al Real Madrid, poi al Milan. Non è mai riuscito a imporsi davvero. Aveva bisogno di un club per rilanciarsi, aveva bisogno dello Schalke e lo Schalke aveva bisogno di lui. Già alla seconda annata a Gelsenkirchen Huntelaar è entrato nella storia del club: finì con 48 gol in tutta la stagione, battendo il record di Hermann Eppenhoff che nel 1940-41 si fermò a 42. In Bundesliga segnò 29 gol, diventando il primo olandese a vincere la classifica cannonieri.

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Solo Lewandowski, come straniero, ha segnato di più in un'unica edizione della Bundesliga. Paradossale che nella sua prima stagione, nella quale Huntelaar segnò ben 35 gol in meno rispetto alla seconda, lo Schalke vinse Coppa e Supercoppa di Germania. Nonostante i 42 gol il 2011-12 è finito invece senza titoli. Come tutti gli anni successivi.

I problemi con il club

Proprio questo il grande rammarico. La storia d’amore fra Huntelaar e lo Schalke meritava di più. Più emozioni, più trofei, forse perfino più gol. Alcuni infortuni fisici dell’attaccante olandese hanno però raffreddato il rapporto. Dato che Gelsenkirchen è vicino al confine fra Germania e Olanda, Jan ha avuto il permesso di continuare a vivere in terra olandese. Ogni giorno faceva avanti e indietro. Quando si infortunava però questo lo portava a isolarsi. Nel 2013-14 l’inizio del calo: all’esordio in campionato segnò due gol all’Amburgo, poi un problema al ginocchio lo fece star fuori per vari mesi. Tornò alla prima di ritorno, ancora contro l’Amburgo e segnò un altro gol. Finì la stagione con 12 centri in 18 presenze. Ottimi numeri, che però riassumono il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. Nella stagione successiva appena 9 gol (in 28 partite), poi 12 (su 31 presenze). Da lui ci si aspettava di più. E di conseguenza anche dallo Schalke, che nelle ultime stagioni si è perfino ridimensionato. La passata stagione Breitenreiter, tecnico del club di Gelsenkirchen, criticò Huntelaar pubblicamente:

Tira i rigori come il nostro magazziniere.

Jan Klaas Huntelaar
Huntelaar esulta dopo un gol

L’olandese ne ha infatti sbagliati 4 di fila, stabilendo un record negativo nella storia della Bundesliga. Jan non l’ha presa bene, al punto che quando Müller sbagliò il rigore contro l’Atletico Madrid nella semifinale di Champions League Klaas ironizzò con un tweet polemico:

Magazzinieri ovunque.

In questa stagione non ha mai trovato spazio, perché ormai lo Schalke programma senza di lui. Ma forse non lo fa particolarmente bene: l’anno prossimo il club di Gelsenkirchen non giocherà le coppe europee, anche perché ha sofferto la mancanza di un vero bomber. Uno alla Huntelaar. La fine dell'amore fa male ad entrambi. L’olandese con 82 centri in campionato è il secondo miglior marcatore della storia dello Schalke (solo Fischer con 182 ha fatto meglio), ma il rapporto era logoro da tempo. Per questo quella fra l’olandese e lo Schalke è una lunga storia d’amore, che alla fine si è un po’ trascinata.

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