14 maggio 1988, la Crazy Gang del Wimbledon e una storica FA Cup

Sono passati 29 anni dall'1-0 al Liverpool grazie al quale la formazione allenata da Bobby Gould vinse la FA Cup: storia di un gruppo con poche regole.

Il Wimbledon 1987/88 festeggia la vittoria della FA Cup

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29 anni fa la squadra più cattiva della storia del calcio sollevava al cielo la FA Cup, scrivendo un pezzo di storia ancora oggi ben radicato Oltremanica. 14 maggio 1988: nell’impianto di Wembley, davanti a 98.203 spettatori, il Wimbledon FC superava nella finale della Coppa nazionale più ambita d’Inghilterra il Liverpool guidato in panchina da Bobby Gould: 1-0 grazie alla rete di Lawrie Sanchez al 36esimo minuto. Per una vittoria da working class heroes. Ma spiegare la Crazy Gang, così come quel Wimbledon era soprannominato, solo con quella vittoria sarebbe riduttivo.

Sfogliare oggi i tabellini dell’epoca rende ancor più epica la cavalcata del Wimbledon, sceso in campo quel 14 maggio 1988 con: Beasant, Goodyear, Phelan, Jones, Young, Thorn, Gibson (Scales), Cork (Cunningham), Fashanu, Sanchez, Wise. Dall’altra parte un Liverpool infarcito di nomi celebri: Grobbelaar, Gillespie, Ablett, Nicol, Spackamn (Molby), Hansen, Beardsley, Aldridge (Johnston), Houghton, Barnes, McMahon. Ecco che l’impresa assume proporzioni titaniche. Per comprendere quel Wimbledon a capo della stirpe dei giantkilling, come nel Regno Unito sono chiamate quelle formazioni che riescono in vittorie clamorose pur partendo da sfavorite, però occorre studiarne le radici: il Wimbledon Football Club nasce nel 1889 per mano di un gruppo di studenti. Il primo passo verso il professionismo avviene addirittura nel 1964, dopo una lunga militanza nelle categorie dilettantistiche. 22 anni dopo, nel 1986, i Dons approdano nella massima serie del calcio inglese. Mancano solo due anni all’impresa.

Arriviamo così alla stagione 1987/88: in Prima Divisione il Wimbledon Fc conclude in settima posizione, ma è in FA Cup che la Crazy Gang guidata da Bobby Gould, subentrato nell’estate 1987 a Dave Bassett in panchina, offre il meglio. Elimina nell’ordine West Bromwich Albion, Mansfield Town, Newcastle, Watford e Luton Town. La semifinale si chiude per 2-1, stesso punteggio con il quale il Liverpool si sbarazzò del Nottingham Forest a Hillsborough grazie a due gol di Aldridge. In finale di fronte ci sono i Reds, freschi campioni d’Inghilterra. Il resto è storia. Firmata da Lawrie Sanchez, uno che sei anni prima era stato uno dei primi giocatori al mondo ad essere stato espulso per aver evitato volontariamente un gol con una mano. Bando all'etichetta. In pieno stile Crazy Gang.

La Crazy Gang del Wimbledon 1987/88: mai così poco "british"

Nello sport spesso associamo Wimbledon al concetto veicolato dal tennis: rispetto, tradizione, eleganza. Se si deve raccontare la Crazy Gang, queste idee vanno messe da parte. Questo tranquillo sobborgo della periferia sud-occidentale di Londra era in grado di trasformarsi nel peggiore dei catini per gli avversari di Dave Beasant, portiere del Wimbledon, e compagni. All’arrivo della squadra ospite allo stadio, il Plough Lane, ecco radio al massimo volume, spogliatoi con bagni inutilizzabili e sedute danneggiate. Questo approccio così poco british era stato spesso criticato anche da voci celebri del calcio inglese, come quella di Gary Lineker:

Il miglior modo per vedere il Wimbledon è sul televideo.

È difficile stupirsi di questo modo di affrontare lo sport se si studia la figura del chairman, il presidente del Wimbledon di quei tempi: si trattava di Sam Hammam, costruttore originario del Libano che dopo essersi affermato come imprenditore in medio Oriente si era trasferito in Inghilterra. Uomo dal carattere dirompente, Hammam è ricordato per aver dato del “cervello da zanzara” a Vinnie Jones, ma le leggende che circondavano la sua persona erano molteplici: dalle gite all’opera con cui “minacciava” i calciatori in caso di sconfitta alle scritte sui muri dello spogliatoio ospite, fino a una Ferrari e un cammello promessi all’attaccante Dean Holdsworth negli anni ’90 se avesse raggiunto quota 20 reti in stagione. Della serie: chi controlla i controllori?

Wimbledon 1987/88, festa per la vittoria in FA Cup
Wimbledon 1987/88, la festa per la vittoria in FA Cup

Poi c'è il campo: a interpretare quell'approccio rozzo e rustico chiesto da Bobby Gould erano calciatori dal temperamento di Eric Young e Andy Thorn, i duri della coppia centrale di difesa, Dennis Wise, noto per aver morso in seguito Marcelino Elena del Maiorca in una partita di Coppa delle Coppe con la maglia del Chelsea, e John Fashanu, fratello di Justin, il primo calciatore gay dichiarato della storia, morto suicida nel 1998: nato da padre nigeriano e madre della Guyana, questo gigante d'ebano elegante fuori dal campo, dove amava indossare l'abito anche prima degli allenamenti, dopo il ritiro si è cimentato come allenatore in un reality. Caratteri a dir poco fumantini. È per loro che John Motson, il commentatore della BBC che seguì la finale di FA Cup vinta contro il Liverpool, partorì una frase storica.

La Crazy Gang ha sconfitto il club della cultura.

Vinnie Jones, il più cattivo della Crazy Gang

Se parliamo di Crazy Gang, l’icona può però essere solo una: Vinnie Jones. Difensore nato in Galles con anche 8 presenze in Nazionale all’attivo, Jones era arrivato al Wimbledon nel 1987 dopo essere passato per gli svedesi dell’Holmsund. Il biglietto da visita? Una strizzata di testicoli ai danni un’altra testa calda, Paul Gascoigne: misfatto presto colto da una fotografia diventata celebre per il calcio inglese. Con la maglia del Wimbledon Jones ha giocato 250 partite, conquistando la palma di uno dei calciatori più rappresentativi del team dei sobborghi di Londra. Nella sua carriera ci sono 12 espulsioni, numeri che lo vedono alle spalle solo di Roy Keane, bandiera del Manchester United, nella speciale classifica dei cattivi d’Oltremanica. Il suo ricordo più rappresentativo resta però il video “Soccer’s Hard Men”, clip realizzata nel 1992 in cui Vinnie Jones ripercorreva il suo mondo fatto di gesti antisportivi e tackle assassini: il filmato non passò inosservato, tanto da costargli sei mesi di squalifica e una multa di 20mila sterline, oltre ad una sospensione di tre anni da parte della Football Association. 

Vinnie Jones
Vinnie Jones con la maglia del Wimbledon vincitore della FA Cup 1987/88

Jones resta uno dei tanti indimenticabili per i tifosi del Wimbledon, fallito all’alba del terzo millennio e rinato inizialmente come Milton Keynes Dons nel 2004: nel 2010, alla rinascita della vecchia società con il nome di AFC Wimbledon, Jones decise di donare memoria e trofei ai tifosi storici della Crazy Gang. Oggi l’AFC Wimbledon milita in League Two, la quarta divisione inglese. Lo spirito, però, resta quello della Crazy Gang che il 14 maggio 1988 scrisse un pezzo di storia.

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