Allegri porta la Juventus a Cardiff: "Il nostro è un percorso unico"

Sul collo di Allegri c'è il pass per il Millennium Stadium di Cardiff: " Mi diverto un sacco, ci siamo quasi". E con un Dani Alves così è tutto più facile.

Juventus in semifinale di Champions League

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Sui risultati dell'andata non si specula: è vietato. Il disastro del Paris Saint-Germain insegna. Ma con questa Juventus è tutta un'altra storia. Poca importa la strafottenza del Monaco per tutta la metà del primo tempo. Dal brivido iniziale di Mbappé a una moltitudine di sortite offensive di Mendy e compagni. E la partita è subito un ping-pong di emozioni, occasioni a raffica. Poi, però, è sempre la stessa storia. Perché i bianconeri hanno mille facce ma sempre la stessa forza.

E così ancora una volta il calcio assiste all'ennesimo miracolo tattico di Allegri. Per una Juventus più forte dei gol mangiati e dei problemi muscolari. Khedira out, Dybala pure nella ripresa per preservarlo in vista del 'triplete'. Nessun problema, basta un Mandzukic versione uomo tigre e un incredibile Dani Alves elettrizzato da un ritrovato spirito catalano.

Il brand Juventus conquista l'Europa. Espande i suoi confini e arriva dritto a Cardiff. Spinto dall'adrenalina di Allegri, letteralmente scatenato per tutta la partita. Questione di mentalità e di un organizzazione fuori dal normale. Seguendo la scia di un animo cholista versione made in Italy, con più soldi e campioni dalla propria parte. Tipo? Uno su tutti: sua maestà Dani Alves. Non più un terzino, bensì un regista avanzato nel 3-4-1-2 targato Allegri. Inutile lo spiraglio scavato da Mbappé al 69', forse utile solo al francese per alzare ancor di più il prezzo del suo cartellino. E così, alla fine, passa sempre la Juve che vince 2-1.

Juventus da Triplete: Allegri eroe, Cardiff c'è

Due anni dopo Berlino 2015 la Juventus torna in finale di Champions League. Una squadra diversa costruita dallo stesso allenatore. Uno capace di plasmare un sistema di gioco solido come la roccia e fluido come l'acqua. Lui, Massimiliano Allegri:

Ora pensiamo ai prossimi impegni di campionato. Io mi diverto molto ad allenare, lavoro sereno. Lo stress non lo sento. Le partite non finiscono mai, anche se dovevano fare tre gol per passare. Le disattenzioni ci sono state. Il fallo di Glik su Higuain  ci ha riacceso. Si arriva in finale per cercare di vincerla. Abbiamo molte possibilità di alzare la Champions League. Domenica a Roma serve almeno un punto. Vietato allentare la tensione perché poi riattaccare la spina diventa dura. Nella doppia partita è sempre più difficile, nella partita secca bisogna essere più determinati e fortunati anche.

Buffon, da Cardiff passa il Pallone d'Oro

Sempre decisivo. Unico. Insuperabile. Buffon, che cade dopo 690 minuti di imbattibilità, ora è davvero da Pallone d'Oro. E grazie alle sue parate, nonostante il gol subito, la Juventus ha superato il record d'imbattibilità del Milan in Champions League. E il numero 1 nel dopo partita parla con gli occhi lucidi e una voce piena d'amore per i suoi colori:

Tutto vero. Anche oggi se fossimo arrivati in campo con la puzza sotto il naso avremmo passato dei brutti momenti, invece la testa è stata quella giusta. Ormai conta più nulla arrivare in finale, la devi solo vincere. Ma se non avessi avuto l'aiuto dei miei compagni non ce l'avrei fatta. Due anni fa qualcuno ipotizzò che fu la mia ultima finale, invece sono ancora qua.

Bonucci leader maximo: "Il gol preso ci fa rosicare"

Mbappé chiude l'imbattibilità della difesa juventina al 69', la Juve non ci sta. Si arrabbia. Ha la 'cazzimma' giusta per diventare perfetta. Perché la guardia, in Champions League, non si abbassa mai. Parola di Leonardo Bonucci:

Siamo una grande squadra ora. Due anni fa eravamo una sorpresa, ora siamo più di una certezza. Il gol preso oggi però ci fa rosicare, per cinque minuti non abbiamo più pressato: in Europa alla minima attenzione si prende gol. Vietato dare le cose per scontate. A Berlino avevamo un centrocampo grandioso, ma ora in mezzo non siamo da meno. Con questo modulo ci troviamo a meraviglia. A Cardiff faremo la partita più bella della nostra storia.

Questa Juve è una Joya

E a Cardiff sarà la classe di Dybala a prendere per mano i bianconeri. Oggi Paulo nel secondo tempo è stato preservato, vietato rischiarlo:

Pensavamo che la partita fosse chiusa. Questo in una partita secca non dovrà succedere. C'è stato un calo di tensione, meglio oggi che a Cardiff. Sono super orgoglioso di me e della squadra. Il bello deve ancora venire

Dani Alves: "Tra poco saremo davvero felici"

Juventus
Dani Alves, molto più di un difensore

Il dominio tecnico di Dani Alves in questa doppia sfida è stato devastante. Assist, gol e giocate più vicine a quelle di un regista che a quelle di un terzino. La sberla di oggi è il decimo gol in 99 partite di Champions League per il brasiliano. Immenso. Divertente e attento, italianizzato. E nessuno si vergogna a dirlo, perché anche a 34 anni - dopo aver vinto tutto lo scibile col Barcellona - si può ancora migliorare. Fino alla perfezione esercitata questa sera. 

La cosa più importante - ha esordito il brasiliano - è aiutare la squadra, portare gol e assist per i miei compagni. E io adoro servire gli attaccanti. Il cuore era dedicato alla mia compagna. Questo è un momento speciale, devo ricordare tutte le persone uniche per la mia vita. Chi mi aiuta e mi sta vicino. Questa finale vuol dire tanto per me: è un'opportunità che la vita mi ha regalato. È un momento fantastico, ma ancora non abbiamo fatto nulla. Fra poco saremo davvero felici.

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