FOX Memories - Denis Law e Joe Baker, due ragazzacci a Torino

Rappresentano la speranza dei tifosi granata, combinano più guai fuori che prodezze in campo e infine risorgono da veri campioni: ecco gli incorreggibili Law e Baker.

Denis Law scherza con Joe Baker

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Cresciuti nella fredda Scozia, forgiati dall'affascinante calcio inglese degli anni Sessanta e Settanta con un breve passato anche in Italia. Nel 1940 Denis Law e Joe Baker non sapevano ancora chi fossero e tantomeno chi sarebbero diventati, ma il destino li avrebbe fatti incontrare, li avrebbe resi pazzi da legare e amati follemente da chi li ammirava in campo. I classici tipi cresciuti tra mille vizi, con tanta sregolatezza e altrettanto genio. Quelli che o si odiano o si amano, ma che il più delle volte si fanno desiderare. Prendere o lasciare: questo erano Denis Law e Joe Baker.

La loro infinita passione per il pallone li porta presto lontano da casa con un solo obiettivo da realizzare: diventare calciatori professionisti. E ci riescono. Law giocherà nelle due squadre di Manchester, United e City, ma è con i Red Devils che vincerà praticamente tutto: una Coppa d'Inghilterra, due campionati inglesi, due Charity Shield - poi ribattezzato Community Shield - una Coppa Campioni e il massimo riconoscimento individuale, il Pallone d'Oro nel 1964. Riuscirà pure ad entrare stabilmente nel giro della Nazionale scozzese disputando 55 partite e segnando ben 30 gol. Baker, invece, nato in un sobborgo di Liverpool ma con educazione e accento scozzesi, onorererà la maglia inglese e verrà soprannominato "lo scozzese d'Inghilterra".

L'esperienza al Torino, nella stagione '61-'62, è per loro una breve ma intensa parentesi di vita. Costretti a scontrarsi con la cultura italiana e con i rigidi metodi di allenamento, finiscono sulle prime pagine dei giornali più per quello che combinano fuori dal campo che per le prodezze in maglia granata. Tanti guai, pochissima professionalità, ma quei due ragazzacci scozzesi li ricordiamo sempre col sorriso.

Law e Baker
Denis Law (a sinistra) e Joe Baker (al centro): due stelle per il Torino

La speranza a Torino si chiama Law e Baker

L'ultima immagine del Torino vincente risaliva al leggendario Grande Toro, quello di Valentino Mazzola, rimasto nel mito e nei cuori di tutti. Così, quando la società piemontese, nella persona di Gigi Peronace, investe sulle due stelle scozzesi Law e Baker, i tifosi riprendono a sognare. Dopo anni dalla tragedia di Superga, nel 1961 vengono alimentate le ambizioni del popolo granata. Denis e Joe portano finalmente euforia e mandano in delirio gli appassionati: è tornata la speranza.

Baker nella stagione precedente aveva messo a segno 42 reti - un record - tra le fila dell'Hibernian. Classico centravanti potente, abile nei gol di rapina, ma che sapeva dispensare anche giocate di fino. La tecnica non gli era sconosciuta tanto da segnare con spettacolari tiri dalla distanza e acrobatici tuffi di testa. Si decide a cambiare aria quando gli viene rifiutato un aumento di cinque sterline a settimana in Scozia. Arriva l'offerta dal Torino e se ne va per 75mila sterline. Law, invece, viene dal Manchester City che a sua volta l'ha acquistato dall'Huddersfield Town. I Citizens accettano 110mila sterline per lasciarlo andare.

Denis Law
L'approdo di Denis Law al Manchester City dall'Huddersfield Town

"The King", come era soprannominato, e Baker si ritrovano compagni di squadra e travolti da un entusiasmo dilagante. Su di loro pendono grandi responsabilità, ma basta poco per capire che più del calcio era il divertimento ciò che gli interessava.

Pugni, paparazzi e multe

Eppure l'avvio è esplosivo: Baker segna nel derby contro la Juventus e il Torino vince il confronto con la storica rivale. Un lampo nel buio perché da lì in poi seguiranno solo guai. Baker presto inizia a mal sopportare la disciplina del calcio italiano, diventando anche bersaglio dei paparazzi. I duri allenamenti, i rigidi orari da rispettare e i pochi momenti di libertà consentiti sono un macigno troppo pesante da sopportare per i due giovanotti scozzesi. La notte diventa l'unico momento in cui Law e Baker possono veramente godersi la loro esperienza italiana. I fotografi ci vanno a nozze seguendo la vita notturna dei due: Baker viene pizzicato più volte dall'obiettivo di una macchinetta mentre si trova a Roma in via Veneto, cuore della "dolce vita".

Le bravate di Denis e Joe non passano inosservate e vengono sempre punite dal club, che risponde con pesanti multe. Per il Torino Law e Baker diventano un problema da contenere più che un vanto da esibire. Il 9 gennaio 1962, il giorno prima di una partita del Toro a Venezia, gli scozzesi ne combinano un'altra delle loro. Durante una passeggiata in città vengono pedinati da curiosi fotografi in cerca dello scoop. Baker manifesta la sua avversione ai flash, ma un paparazzo locale, Celio Scapin, continua deciso a scattare. Joe perde la pazienza e assale Scapin tirandogli un pugno e spingendolo contro la barriera di un canale. Law separa i due e l'intera scena viene, ovviamente, fotografata. Come punizione Baker viene escluso dalla partita e gli viene comminata - tanto per cambiare - una grossa multa. Gioca ancora solo tre partite con il Torino, senza tra l'altro andare in gol, prima dei terribili eventi di inizio febbraio.

L'ultima bravata: fine della corsa

Il 7 febbraio 1962 Baker e Law decidono di mettere fine alla loro esperienza col Toro. Quel giorno Joe ritira la sua nuova macchina, un'Alfa Romeo Giulietta Sprint bianca che andava a sostituire una più umile Fiat 600, che comunque nei primi anni '60 è ancora un lusso per pochi italiani. Insieme a Gigi Peronace, a Law, a suo fratello Joseph, ad alcuni calciatori e all'allenatore va a cena fuori come spesso si usa fare. Passati per casa di Baker e Law, lì la serata continua a base di musica e whisky. Poi alle 4.10 del mattino Denis, Joe e Joseph si infilano di nuovo in macchina ancora sotto gli effetti dei superalcolici e del Barolo bevuto a cena. Baker è al volante, dopo una curva la sua auto sbanda e colpisce il monumento a Garibaldi in corso Cairoli, si cappotta e finisce contro un palo della luce.

L'incidente d'auto di Law e Baker
L'ultima bravata dei due giovani finisce sulle pagine dei giornali

L'impatto è tremendo: Baker picchia la testa contro il volante rompendosi palato, naso, entrambi gli zigomi e la mascella. Gli servono quattro operazioni per sistemargli il viso. Law, che viaggiava al posto del passeggero, miracolosamente rimane illeso, così come Joseph. "La Stampa" urla:

È di estrema gravità che due atleti professionisti si trovassero in giro ad ora così tarda.

Lo scandalo ormai è scoppiato, quella sembra essere davvero l'ultima bravata dei due ragazzi. Il Torino già pensa a un trasferimento, le voci di mercato si rincorrono.

Dalle stalle alle stelle: Pallone d'Oro e Arsenal

Dopo l'incidente Baker viene mandato dal Torino in montagna per recuperare. Ricomincia ad allenarsi in aprile e si fa vivo in un paio di partite casalinghe. Poi non gioca mai più per la società granata, la sua avventura si conclude - e forse non è nemmeno mai iniziata per davvero - con 7 reti in 19 presenze e due espulsioni: un bottino davvero magro per un giocatore di quel talento. C'è però ancora qualcuno che crede in lui, d'altronde a 22 anni non può essere completamente da buttare. L'Arsenal si aggiudica le sue prestazioni facendogli firmare il contratto il giorno del suo compleanno.

Joe Baker all'Arsenal
Baker firma il suo riscatto: all'Arsenal risorgerà

A Londra arriva a 100 gol in 156 partite, diventando per tre stagioni capocannoniere della squadra. Dal 1966 al 1974, negli ultimi anni di carriera, cambia quattro squadre - tra cui anche il ritorno a casa all'Hibernian - segnando con continuità. Sì, è risorto.

Baker all'Arsenal
Joe Baker durante un match con la mgaglia dell'Arsenal

Law, invece, viene messo fuori squadra per un breve periodo come punizione, ma torna in campo nel finale di campionato. Con 10 gol in 27 match disputati si appresta a salutare Torino. Le sirene inglesi si fanno sempre più rumorose, il Manchester United mette sul piatto 110mila sterline convincendo il Toro. Undici anni a Old Trafford, diventa un idolo dei tifosi e forma uno degli attacchi più forti di sempre insieme a Bobby Charlton e George Best. Come Baker, anche lui lontano dall'Italia è rinato. A Torino si mangiano le mani, la partenza di Law è considerata un'occasione persa soprattutto quando nel 1964, appena dopo l'approdo a Manchester, vince il Pallone d'Oro.

Law e Best
Denis Law e George Best ai tempi del Manchester United

Per la sua ultima stagione da professionista decide di tornare al Manchester City, passando dall'altra parte della città. Chiude la sua vita calcistica col botto, ma questa volta non si tratta di un incidente d'auto: il 27 aprile del 1974, durante un derby contro lo United, Law segna un meraviglioso gol di tacco che condanna la sua ex squadra alla retrocessione e accende l'odio dei suoi vecchi tifosi. C'è un'invasione di campo e la partita viene sospesa e mai ripresa: Denis, ancora una volta, l'ha combinata grossa.

Ma ormai lo sappiamo, loro erano così. Quei due nomi li ricorderemo per sempre, ci hanno fatto divertire e ci hanno contagiato facendoci impazzire. Tra mille vizi ed enormi pregi, erano così quei due ragazzacci, prendere o lasciare: questo erano Denis Law e Joe Baker.

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