Legenden der Bundesliga, Gutendorf: il nonnino mister in 29 paesi

Ha allenato 28 nazionali, in Cile hanno provato a ucciderlo per motivi politici. Cominciò la carriera a 20 anni, oggi a 90 è il mister più vecchio al mondo.

A 90 anni Rudi Gutendorf è l'allenatore più vecchio al mondo. Lavora da quasi 70 anni

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Record e storia. Rudi Gutendorf è un fenomeno: ha allenato in tutto il mondo. Ventinove paesi diversi, 56 club. In Bundesliga arrivò secondo nel 1964 col Duisburg. Ma il suo desiderio è sempre stato un altro. Girare il mondo. E l’ha visto tutto. A 90 anni ha deciso di riposarsi, almeno in parte. È tornato a casa, a Koblenz, ma non per stare seduto sul divano. Ha preso la guida del Tus Koblenz, squadra nella quale giocano solo rifugiati da Siria, Afghanistan ed Eritrea.

Probabilmente nessuno era più adatto di lui per il ruolo. Gestire persone con storie di vita diverse, con culture diverse, per lui è una passeggiata. Perché lui il mondo lo ha girato davvero tutto. L’impegno sociale così come la gioia di incontrare giovani di continenti diversi hanno spinto Gutendorf a rimettersi in gioco.

Che sia in Iran o in Cina, che sia in Botswana o in Tanzania, Rudi Gutendorf ha davvero girato l’intero globo. Basti pensare che era amico stretto di Salvador Guillermo Allende Gossens, politico cileno, e soprattutto primo Presidente marxista democraticamente eletto nelle Americhe.

Gutendorf Rudi
Rudi Gutendorf

Bundesliga, la storia di Rudi Gutendorf mister mondiale

La carriera di Gutendorf inizia prestissimo. Già quando giocava (nella terza serie tedesca con il Neuendorf), allenava squadre delle serie inferiori. La prima esperienza è così sulla panchina del Regensdorf a soli 20 anni. Nel 1953 il grande passo: decide infatti di ritirarsi a 27 anni non ancora compiuti e prende il patentino valido anche per la Bundesliga. Nel 1973 Gutendorf portò il Cile allo spareggio per la partecipazione al mondiale del 1974. Lo spareggio si sarebbe dovuto giocare con l’Urss. Proprio per il fatto di essere amico di Allende, morto nel 1973, Gutendorf dovette però lasciare il paese due settimane prima della partita d’andata a Mosca. Scappò insieme all’ambasciatore tedesco salendo sull’ultimo volo Lufthansa utile per tornare in Europa prima che i militari lo uccidessero. Anche in Iran se l’è vista brutta: venne cacciato in quanto miscredente e infedele. A lui però vivere così piaceva. Seppur spesso in pericolo di vita l’avventura lo ha sempre affascinato.

A volte però dovevo perfino temere che l’acqua che mi davano da bere fosse avvelenata. In alcuni paesi gli europei non erano ben visti.

Rudi Gutendorf negli anni 70

Per lui però il risultato più grande arrivò alla guida della nazionale del Ruanda, nel 1999:

Quei ragazzi avevano appena vissuto una guerra civile. Fu terribile. Eppure battemmo la Costa d’Avorio che era la squadra più forte del continente.

Nel 1988 portò la Cina a giocarsi le Olimpiadi di Seul. Nel girone con Germania, Svezia e Tunisia venne però eliminato con un solo punto conquistato e in seguito cacciato da un funzionario del partito comunista. Nella storia del calcio nessun uomo ha allenato più nazionali: dal 1968 (quando allenò la nazionale delle Bermuda) al 2003 (con Samoa) ha guidato 28 nazionali. Anche per questo nel 1997 Gutendorf venne insignito dell’ordine al merito della Repubblica Federale tedesca. Il motivo è facilmente intuibile: ha reso onore alla Germania aiutando diverse popolazioni a svilupparsi dal punto di vista sportivo.

Rudi Gutedorf oggi
Rudi Gutendorf con i profughi

Nel 2012-13, quando alla seconda giornata del campionato di seconda divisione nazionale, il sui Duisburg era ultimo con 0 punti e in gravi difficoltà economiche, si offrì di allenare la squadra gratuitamente. Il club rifiutò proprio perché era 85enne. Il Duisburg retrocesse, mentre Gutendorf ancora oggi continua ad allenare. Nel 2014 è diventato ufficialmente ambasciatore del calcio tedesco. E oggi, a 90 anni compiuti, allena i ragazzi che arrivano a Koblenz da profughi. Record, storia e umanità. Tutto questo è Gutendorf.

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