La classifica della Serie A, la storia e l’albo d'oro

La storia del nostro campionato dagli albori ai giorni nostri. Le squadre e le città più vittoriose nella classifica della Serie A. Scudetti revocati e curiosità.

Genoa

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La storia del massimo campionato italiano di calcio attraversa ormai tre secoli e due millenni. Il primo torneo ufficiale risale, infatti, al 1898, anche se la prima classifica di Serie A è stata stilata ufficialmente solo a partire dalla stagione 1929-30, quando fu deciso di utilizzare stabilmente la formula basata sul girone unico.

Il primo torneo nazionale di calcio si svolse con una formula decisamente particolare. L’8 maggio del 1898 a Torino – in occasione dell’Esposizione Internazionale che si teneva nella città sabauda per ricordare il cinquantenario dello Statuto Albertino - si radunarono quattro squadre: Fc Torinese, Ginnastica Torinese, Internazionale Torino e Genoa.

Al velodromo Umberto I, non lontano dall’ospedale Mauriziano, in una sola giornata si giocò un torneo quadrangolare dopo il quale fu stilata quella che può essere definita un’antesignana della prima classifica di Serie A. Le semifinali giocate al mattino videro prevalere l’Internazionale sulla Fc Torinese 1-0 e il Genoa sulla Ginnastica 2-1. Alle 15, davanti a un centinaio di spettatori il Genoa ebbe la meglio sull’Internazionale Torino per 2-1 e si laureò campione d’Italia. Frammentarie le informazioni su quel torneo pionieristico: si sa che tutti gli incontri furono arbitrati da un inglese, il signor Adolf Jourdan, che il Genoa si impose grazie a uno schema improponibile al giorno d’oggi, il 2-3-5 e che il gol della vittoria nella finale fu siglato da Norman Victor Leaver.

Classifica Serie A, la storia

Si può dire che le squadre protagoniste di quegli anni pionieristici del calcio in Italia venivano tutte dal nordovest: fino al 1924, infatti, la classifica di serie A vede prevalere esclusivamente club della Liguria, della Lombardia o del Piemonte. Il calcio cosiddetto moderno è nato in Inghilterra, così nei primi anni, anche in Italia, fu utilizzata la formula a eliminazione diretta mutuata proprio da quella della Coppa d’Inghilterra. A partire dai primi del ‘900 il torneo fu allargato introducendo una fase regionale, al termine della quale una sorta di Interzona decideva le compagini finaliste che finivano però per uscire sempre dalle stesse tre regioni, a quell’epoca troppo superiori alla concorrenza.

Solo nel 1905 fu abolita l’Interzona e garantita alle vincitrici dei gironi eliminatori regionali la partecipazione alle finali nazionali. Ma, come in aritmetica, nemmeno cambiando l’ordine dei fattori si riuscì a cambiare il prodotto e il campionato fu vinto dalla Juventus. Il calcio continuava a essere figlio d’Albione, per quanto la FIF (Federazione Italiana Football) facesse dei tentativi per sprovincializzarsi. Dall’Inghilterra arrivò, infatti, anche la storica rivoluzione che nel 1910 introdusse sperimentalmente, proprio sul modello della First Division, la formula a girone unico. 

La squadra dell'Inter 1920
La formazione dell'Inter che vinse il titolo nel 1920

Negli anni seguenti numerosi furono i tentativi della neonata Figc di coinvolgere anche il nordest e poi il resto del Paese, ma anche allora non era facile conciliare gli interessi in gioco, tanto che nella stagione 1921-22 si verificò una scissione che provocò la disputa di due diversi campionati. Anche qui, però, il prodotto non cambiò perché entrambi i titoli andarono al Piemonte: un torneo, infatti, fu vinto dalla Novese e l’altro dalla Pro Vercelli. A fine stagione, finalmente, fu trovato un compromesso con la creazione della Prima Divisione che manteneva comunque una separazione fra la Lega del Nord e quella del Sud che continuava con la formula dei gironi regionali.

Qualcosa cominciava lentamente a cambiare, tanto che nel 1925 il Bologna riuscì a conquistare lo scudetto spezzando l’egemonia nordoccidentale. Data 1929, poi, la denominazione di Serie A per il nostro campionato di calcio e la squadra vincitrice della prima classifica di Serie A fu l’Ambrosiana-Inter. Da allora, fatti salvi gli anni della seconda guerra mondiale, la formula è rimasta quella del girone unico fino ai giorni nostri e gli unici cambiamenti hanno riguardato le squadre partecipanti, sempre fra le 16 e le 20, e il numero delle retrocessioni variabili da due a tre.

La Juventus della stagione 1994-95
La Juventus vinse il primo scudetto assegnato con i tre punti a vittoria, nella stagione 1994-95

L’unica profonda modifica che fu apportata ai regolamenti della classifica di Serie A fu quella che, a partire dalla stagione 1994-95, cambiò radicalmente il modo di calcolare i punti della graduatoria, previsti fino ad allora in uno per il pareggio e due per la vittoria. Ancora una volta l’idea arrivava dall’Inghilterra, dove già dal campionato 1981-82 la First Division aveva deciso di incentivare lo spettacolo spingendo i club a non accontentarsi della divisione della posta: a tale scopo aveva deciso di assegnare tre punti alla squadra vincitrice, lasciando inalterata l’assegnazione di un punto per il pareggio. Testato la stagione precedente in Serie C1 e C2, il nuovo sistema fu approvato anche per la nostra massima serie e premiò la Juventus di Lippi che si aggiudicò il suo 23mo titolo.

Le squadre più vincenti dell’albo d’oro della Serie A

La squadra che ha iscritto più volte il proprio nome nell’albo d’oro del campionato italiano è la Juventus che, con 32 titoli, precede Inter e Milan, ferme a 18 scudetti a testa. Le tre squadre sul podio sono anche le uniche ad avere il diritto di portare sulla maglia almeno una stella, il riconoscimento assegnato ai club ogni 10 titoli vinti: i bianconeri, infatti, ne hanno tre. La Juventus è a un passo da un altro record: se si laureasse campione d'Italia anche nella stagione 2016/2017, sarebbe la prima squadra a vincere lo Scudetto per sei anni consecutivamente.

Il Genoa della stagione 1923-24
Nella stagione 1923-24 il Genoa conquistò il nono e per ora ultimo titolo della sua storia

La curiosità: il Genoa, dominatore del nostro campionato nel primo trentennio della sua storia e quarto in questa speciale graduatoria con 9 titoli vinti, è arrivato a una sola vittoria dalla stella già nella stagione 1923-24, quando il Milan si era aggiudicato 3 tornei, l’Inter 2 e la Juventus soltanto 1.

La città più vittoriosa è Torino che, grazie ai 32 campionati vinti dai bianconeri e ai 7 andati ai cugini granata del Torino, conduce con 39, davanti ai 36 di Milano e ai 10 di Genova, che alle vittorie dei rossoblù ha aggiunto lo scudetto della Sampdoria di Boskov, Vialli e Mancini, vincitrice della classifica di Serie A nella stagione 1990-91.

La Pro Vercelli degli anni d'oro
La Pro Vercelli ha vinto ben sette titoli italiani

In totale le società ad aver vinto almeno un campionato sono soltanto 16. Oltre alle già citate sei rappresentanti di Torino, Milano e Genova ci sono: Bologna e Pro Vercelli con 7 vittorie, Roma con 3, Fiorentina, Napoli e Lazio con 2, Casale, Novese, Cagliari e Verona a quota 1.

I titoli revocati: non solo Calciopoli

Lo scandalo di calciopoli fa parte della cronaca del nostro paese e il suo ricordo è ancora fresco nella mente dei tifosi e nella penna dei giornalisti. Tutti ricordano i fatti del 2006 che portarono alla revoca di due scudetti alla Juventus, quello della stagione 2004-05 rimasto non assegnato e quello successivo, che andò a tavolino all’Inter. In quell’occasione la società bianconera venne anche retrocessa in Serie B e da allora l’Inter è rimasta l’unica ad avere giocato sempre nel nostro massimo campionato.

Luigi Allemandi della Juventus
Il caso Allemandi provocò la revoca del titolo 1926-27 al Torino

Ma anche al Torino fu revocato un titolo, quello vinto dal club granata nella stagione 1926-27. Accadde che pochi mesi dopo il trionfo sul campo della squadra di Baloncieri e Libonatti scoppiò il cosiddetto caso Allemandi: un dirigente del Torino fu accusato di aver promesso del denaro a Luigi Allemandi, terzino della Juventus, affinché si adoperasse per aiutare i granata a vincere il derby del 5 giugno 1927. Una faccenda dai lati oscuri perché si era a fine campionato e i granata erano in testa con 10 punti di vantaggio su Bologna e Juve e oltretutto Allemandi, stando alle cronache dell’epoca, in quel derby fu fra i migliori in campo. Poiché la revoca del titolo al club granata avvenne su basi indiziarie e non su prove, essa rimane una ferita aperta per la tifoseria del Torino, tanto che l’attuale presidente Urbano Cairo ha annunciato che intende intraprendere un’azione per riottenere quello che sarebbe l’ottavo titolo dei granata.

La curiosità: squadre straniere in Serie A

In passato è accaduto anche che due squadre non italiane abbiano militato nel nostro massimo campionato e che il loro nome sia stato scritto nella classifica di Serie A. Nel caso del Chiasso, iscritto in Italia fra il 1914 e il 1922, si trattava della Prima Divisione, antesignana della Serie A, mentre la Triestina giocò nel nostro massimo campionato fra il 1947 e il 1954, nonostante allora la città giuliana insieme all’Istria nordoccidentale facesse parte di quel limbo che fu per qualche anno il Territorio Libero di Trieste.

La Triestina del 1950
Una formazione della Triestina del 1950

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