UFC, Dana White: "Mai lavorato in funzione dei guadagni"

Il presidente UFC risponde a tutti coloro che gli hanno rimproverato un atteggiamento troppo business-friendly da parte della promotion.

Dana White, UFC president

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Dana White non ci sta. Le troppe critiche piovute sia su UFC che sulla sua persona hanno stancato il presidente della promotion più importante al mondo nel settore delle arti marziali miste, che ha legittimamente deciso di metterci la faccia, rispondendo alle accuse. Certo, è pur vero che alcune delle mosse portate avanti in termini di matchmaking si stiano rivelando dei buchi nell'acqua evidenti in termini di meritocrazia, portando però incrementi pazzeschi sul lato vendite. Alla fine dei conti, d'altronde, troppo spesso ci si dimentica cosa sia in realtà UFC, ovvero un'azienda.

Un'azienda sportiva, ma comunque finalizzata al lucro, come è giusto che sia. La meritocrazia, seppur presente in minor parte rispetto al passato, continua comunque ad essere uno dei principi fondamentali degli accoppiamenti UFC: lo dimostrano gli scenari titolati di alcune divisioni quali i pesi gallo, i mosca e i piuma. Situazione diversa la si può avere in divisioni in cui l'attuale campione è al centro dell'opinione pubblica, che sia per amore o per astio del pubblico: esempi lampanti possono essere le categorie dei leggeri, dei welter e dei medi, i cui campioni Conor McGregor, Tyron Woodley e Michael Bisping continuano ad essere assediati da continue richieste di superfight.

A sentire Dana White però, ciò che lo spinge ogni mattina ad alzarsi dal letto e a continuare a fare il lavoro che fa è una pura e semplice passione. Nulla a che vedere dunque con il mero e semplice vil denaro, a causa di cui molti gli hanno rimproverato un atteggiamento troppo improntato sullo show business. Sta di fatto però che se UFC è diventata quello che oggi è lo deve in gran parte alle azioni e alle mosse di White, che è riuscito a creare un impero dal nulla, favorendo la nascita di personaggi pubblici che hanno trasformato le MMA da sport di nicchia quale era a vero e proprio fenomeno generazionale. Se poi i fratelli Fertitta - precedenti proprietari della promotion - hanno guadagnato qualcosa come come 4 miliardi di dollari dalla vendita di UFC a WME, il merito va attribuito anche all'attuale presidente, che con un lavoro certosino ed un team infallibile è riuscito a creare un marchio solido e dal valore elevatissimo.

UFC, Dana White: "Non faccio quel che faccio per i soldi"

Ospite della trasmissione tutta targata UFC "The Exchange with Megan Olivi", Dana White ha parlato della passione che lo ha portato a coltivare il suo lavoro, rispondendo in maniera decisa a chi gli rimprovera un modus operandi improntato ai soli guadagni economici.

Vi racconto un retroscena. Poco dopo la vendita di UFC, Rob Dyrdek - skateboarder e conduttore della fortunata trasmissione MTV "Ridiculousness", NdR -, mi ha chiamato, chiedendomi: "Come fai ad alzarti ogni giorno preparando una corsa che vincerai a priori?". Non ho esitato un attimo nel dargli la mia risposta. Io non faccio tutto questo per soldi, in realtà non penso neanche ai guadagni. La crescita di UFC? L'impatto mediatico che stiamo ottenendo ci sta portando ad assumere dimensioni importanti a livello globale. Sono certo che continueremo ad espanderci, ed anche tanto. Stiamo lavorando su un sacco di roba interessante per adesso.

In netta contrapposizione dunque alle critiche ricevute, Dana White chiarisce la propria posizione, asserendo di non esser mai stato mosso dal denaro e dai facili guadagni. Il presidente UFC ha inoltre annunciato ulteriori mosse di marketing utili ad accrescere ancor di più il valore e la popolarità della promotion. Cosa bollirà in pentola?

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