NBA playoff: la sfortuna Jazz, Johnson leader e la storia di Ingles

I Jazz hanno perso subito Gobert, poi al suo rientro è uscito Hayward, ma un veterano NBA come Johnson ha preso in mano le redini dell'attacco, mentre la storia di Joe Ingles da secondo violino merita un racconto esclusivo.

Ingles è il segreto dei Jazz in questi playoffs

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Questi playoff NBA ci stanno regalando emozioni senza tregua, basti vedere come i Celtics e i Bulls sono 2-2 nella serie, con ben quattro vittorie esterne su altrettante partite, o come i Raptors abbiano ribaltato una serie che li vedeva con le spalle al muro dopo gara 3.
Gli unici che non ci regalano uno scossone nel primo turno sono i Cleveland Cavs con LeBron James che non perde una gara di primo turno playoffs dal lontano 2012, quando poi stabilì il primo mattone della sua legacy NBA. Come loro anche i Warriors che pur privi di Durant e di Steve Kerr (che preoccupa non poco viste le condizioni della sua schiena), eliminano a zero i Portland Trail Blazers e potranno concentrarsi già su un secondo turno di certo più probante, ma forse non ancora a sufficienza per impensierirli davvero.

Gli avversari dei Warriors usciranno dallo scontro tra Clippers e Jazz, una classica serie di primo turno tra quarto e quinto seed che è aperta a ogni tipo di risultato. Il 2-2 attuale è passato tra tanta combattività, ma anche da una serie di colpi di scena e sfortune piuttosto paradossali che, finchè parliamo di Clippers sono quasi all’ordine del giorno, mentre per quanto riguarda i Jazz potrebbero motivare un viaggio in quel di Lourdes. Dopo pochi secondi di gara uno si fa male Rudy Gobert che non tornerà fino alla quarta partita, benchè i suoi riescano a portare a casa la prima in trasferta. Rientra Gobert in gara 4 per fare il possibile e pareggiare la serie, ma dopo nove minuti di ferma Hayward per un’intossicazione alimentare. Anche in questo caso vittoria e pareggio. Il denominatore comune: Iso Joe.

Johnson, il vero leader di questi Jazz

Joe “winner” Johnson

Sembra ormai chiaro che anche nei playoffs di Curry, James, Harden e Westbrook, se volete una polizza sicura, senza sorprese e soprattutto con una quasi certa dose di successo, questa si chiama Joe Johnson. In gara uno ha guidato i suoi e segnato il buzzer beater per portare via il match da Los Angeles con una prova super, mentre in gara 4, quando la famigerata iella ha guardato un’altra volta dalle parti di Salt Lake City, è uscito dalla panchina e con la sua calma olimpica ha regalato la prima vittoria interna nei playoffs ai Jazz dal 2010. Sono 28 i suoi punti, di cui undici consecutivi nel quarto periodo e il sorpasso decisivo sul 91-90 dopo che i suoi erano stati sotto anche di sette. Da quel momento i Clippers non sono più stati avanti.

È un giocatore super, ha confidenza e perfetto controllo quando ha la palla in mano. È un grande realizzatore, sa farlo in tanti modi, ma vede il gioco e sa mettere in ritmo i compagni.

Snyder ovviamente se lo coccola e spera di poter giocare il pivotal game di Los Angeles con tutti i suoi effettivi finalmente in campo.

Joe Ingles e quin Snyder

Tutta l'NBA in Joe Ingles

NBA: un mondo che oggi gira velocemente e ogni tanto propone dei corsi e ricorsi storici divertenti. Ingles era stato firmato dai Clippers e la prima volta che la moglie ha preso un aereo dall’Australia per venirlo a vedere è stato tagliato. Quando Renea è salita sull’aereo lui era a roster, mentre quando è scesa non lo era più, vanificando così il suo viaggio. Nella prima stagione con Snyder le cose andavano anche peggio perché il coach gli aveva detto che sarebbe stata la quinta ala e che probabilmente non avrebbe mai giocato se non nei garbage time. Oggi Ingles è l’ala titolare dei Jazz, ha scalzato Rodney Hood e nel momento più difficile ha prodotto 11 assists dopo il problema a Hayward portando i suoi alla vittoria con Johnson. A pochi anni di distanza ora i Jazz sono preoccupati per la sua free agency, perché la sua intelligenza e duttilità tattica sono semplicemente fondamentali. È stato il co-artefice del canestro vincente di Johnson, marca giocatori molto più piccoli con la sua valigetta dei trucchi ed è un sontuoso facilitatole, oltre che terzo per percentuale da tre punti in stagione e in tutta la NBA. Corsi e ricorsi storici, ma soprattutto grandi cambiamenti dettati dal lavoro e dalla voglia di emergere. I Jazz di questa stagione sono una storia talmente bella che dispiacerebbe non vederli al secondo turno.

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