Mario Gomez si prende il Wolfsburg: di nuovo bomber grazie a Jonker

Gomez e Jonker, conosciutisi nel 2009 al Bayern Monaco, si sono ritrovati quest'anno al Wolfsburg. Per l'attaccante 15 gol nelle 9 gare sotto la guida dell'olandese.

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Finalmente Mario Gomez. 'El Torero' sembra essersi ripreso dal mal di gol che lo affliggeva fin dall'inizio della sua avventura al Wolfsburg, quando i tifosi lo avevano addirittura soprannominato 'Chancentod' (“la morte delle palle gol”) per via delle sue zero reti nelle prime sei gare giocate.

La medicina di Mario Gomez si chiama Andries Jonker, tecnico del Wolfsburg dal 27 febbraio scorso, dopo l'esonero di Valérien Ismael. Con Jonker in panchina, l'ex viola ha realizzato sei gol nelle ultime quattro partite (sette se contiamo anche la Nazionale), tutti decisivi: dall'1-1 contro il Mainz ai due 1-0 consecutivi contro Lipsia e Darmstadt, finendo con la tripletta in 7' in casa del Bayer Leverkusen.

Ma c'è di più. Calciatore e allenatore si conoscono dal 2009, quando Mario Gomez era l'attaccante del Bayern Monaco e Jonker il vice di Louis van Gaal. Nella stagione 2010-11, l'olandese venne esonerato a cinque giornate dal termine del campionato e fu lo stesso Jonker a guidare i bavaresi nelle ultime partite. Manco a dirlo, il centravanti tedesco segnò in tutte le gare (ne fece 9), laureandosi capocannoniere della Bundesliga con 28 realizzazioni.

GomezCopyright GettyImages
L'esultanza di Mario Gomez.

Mario Gomez e Jonker, binomio perfetto

Sei anni dopo, dunque, il ritornello è sempre lo stesso. In totale, il bomber teutonico ha disputato 9 incontri con Jonker allenatore, segnando 15 volte. Una media di più di un gol e mezzo a partita. Il segreto?

Mario non ha bisogno di allargarsi sull'esterno o di rientrare a centrocampo. Deve stare al centro dell'area, lì è il migliore. Con Mario ho un rapporto speciale, ma ce l'ho anche con altri giocatori.

Questo il pensiero del tecnico dei 'Lupi', che attualmente si trovano a +1 sulla zona retrocessione. Ma con un Mario Gomez così, è giusto sperare in un finale di campionato privo di preoccupazioni.

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