Manchester United, Mourinho: "Al Chelsea mi odiano"

Lo Special One torna sulle polemiche a distanza con i tifosi Blues dopo la vittoria per 3-1 dei Red Devils sul campo del Middlesbrough.

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Un Manchester United falcidiato dalle assenze - su tutti quelle di Ibrahimovic, Rooney e Pogba - ha espugnato per 3-1 il Riverside Stadium, superando grazie ai centri di Fellaini, Lingard e Valencia il Middlesbrough e portandosi a 3 punti dal Liverpool, oggi detentore del quarto posto che vale il pass per i preliminari di Champions League. Il Boro,  nonostante il cambio di allenatore che in settimana aveva visto Steve Agnew subentrare ad Aitor Karanka, rimane invece in penultima posizione, a 5 punti dalla salvezza rappresentata oggi dallo Swansea a quota 27. A rubare la scena sono state però le dichiarazioni, mai banali, di Josè Mourinho nel post-partita.

L’allenatore dei Red Devils è tornato sui fischi incassati una settimana fa a Stamford Bridge, quando il Chelsea aveva battuto il Manchester United nei quarti di finale di FA Cup grazie al gol di N’Golo Kanté, e il pubblico di fede Blues non aveva riservato una bella accoglienza allo Special One. 

Da idolo ad avversario il passo è stato breve: a Londra, sponda Chelsea, ora vedono e affrontano Mourinho come un traditore. Frizioni che cancellano i ricordi di tre Premier League vinte, quattro coppe di Lega, due Community Shield e una Coppa d'Inghilterra in bacheca.

Josè Mourinho, allenatore Manchester UnitedCopyright MUFC Gallery
Middlesbrough-Manchester United 1-3, Mourinho a fine partita

Mourinho odiato al Chelsea

Nessuno può cancellare  i successi di un allenatore in un club. Non importa cosa accade dopo. Sono stato esonerato dal Chelsea e ora i suoi tifosi mi odiano. Nessuno può andare lì e cancellare le mie vittorie con quella squadra.

Il tradimento. Quello che secondo Mou oggi lo accomuna ad Aitor Karanka, suo vice nel triennio in sella al Real Madrid dal 2010 al 2013 e fresco di esonero dopo una salvezza, una finale playoff in Championship e la promozione in Premier League. Tra i due corre un ottimo rapporto, testimoniato anche dai recenti complimenti di Karanka nei confronti di Mourinho, preferito dal basco a Pep Guardiola.

Quando Aitor arrivò qui allo stadio venivano massimo 8mila persone e la squadra era in zona retrocessione. Si è guadagnato i playoff centrando poi la salvezza. Avrebbe potuto lasciare la squadra in estate, ma ha deciso di restare. A promozione ottenuta poteva andare in club migliori. E alla fine è stato esonerato. Ma questo è il calcio.

All’ex difensore spagnolo era risultata fatale l'eliminazione ai quarti di FA Cup rimediata l'11 marzo contro il Manchester City, mentre in campionato il Middlesbrough non vince addirittura dal 17 dicembre 2016, con Karanka che da allora aveva collezionato 6 sconfitte e 4 pareggi in 10 partite, vedendo la sua squadra precipitare al penultimo posto in Premier League. Numeri che per Mourinho hanno altre radici, forse legate a spaccature interne allo spogliatoio. Lo stesso spogliatoio che Karanka aveva deciso di continuare a guidare nonostante le lusinghe di altre società.

Aveva tanti club che lo cercavano. So molto bene a cosa mi riferisco quando parlo di club migliori. Decise di rimanere per i tifosi, la proprietà e i suoi giocatori. Sono certo che fa il tifo per questa squadra e che spera ottengano la salvezza. E sono sicuro che non sia contento della nostra vittoria oggi.

Nomi di addetti ai lavori volutamente storpiati, difese a spada tratta di colleghi, attacchi frontali ad altri allenatori, come accaduto in tempi recenti con Antonio Conte. In 30 anni di una carriera avviata nel 1987 quando allenava gli allievi del Vitoria Setúbal, Josè Mourinho non ha mai annoiato. E spesso, lo ha fatto vincendo.

 

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