Juventus, le accuse sul caso biglietti: ecco cosa rischia il club

Il deferimento al presidente Andrea Agnelli ha fatto scattare l'allarme, ma non c'è nessun pericolo penalizzazione. Il riassunto dell'indagine iniziata 4 anni fa.

Juventus, caos biglietti e i rischi del club

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Si parla di Juventus, ma non solo di quella vincente in campo. A tenere banco in questi giorni è anche il caso biglietti. Agnelli e i dirigenti juventini sono stati accusati di intrattenere rapporti con la mafia per quanto riguarda la vendita dei tagliandi dei match. La Giustizia Federale farà il suo corso: il deferimento per il presidente è già arrivato. Tra aprile e maggio ci sarà l'esito in primo grado.

C'è paura tra i tifosi bianconeri. Certe vicende giudiziarie hanno fatto tornare in mente il brutto periodo di Calciopoli tra punti di penalizzazione, retrocessioni e multe. Invece, dal punto di vista sportivo, la Vecchia Signora non rischia nulla.

Di certo a Vinovo, in un momento delicato della stagione, c'è aria di battaglia giudiziaria. Il nome Juventus è stato infangato così come quello della famiglia Agnelli. Il presidente è pronto a difendersi in tutte le sedi.

Immagine di Agneli, presidente della Juventus
Immagine di Andrea Agnelli, presidente della Juventus allo stadio

Juventus, il caso biglietti

Tutto nasce dall’inchiesta della Procura di Torino chiamata ‘Alto Piemonte’. Si indaga anche sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel business dei biglietti per le partite bianconere. Gli accertamenti durano 4 anni con particolare attenzione al periodo 2013-2014: intercettazioni ambientali, telefoniche, un lavoro capillare che vede uscire più volte il nome Juventus. Così dalla Procura della Repubblica, si passa alla Procura Federale. Per la prima, il club non è colpevole. Per la seconda invece, potrebbero essere state violate alcune nome FIGC sulla vendita e distribuzioni dei tagliandi (art. 1 e art. 12, comma 2).
Immagine di Andrea Agnelli
Agnelli presidente della Juventus

L’accusa pesante

Il presidente Andrea Agnelli, ascoltato anche dall’Antimafia, si è reso subito disponibile a collaborare con la giustizia. Ma soprattutto ha respinto le accuse, pesanti, del procuratore FIGC Giuseppe Pecoraro:
Dalla documentazione arrivata dalla Procura di Torino, si evidenzia che Dominello Saverio padre e il figlio Rocco, sono rappresentanti a Torino della cosca ‘Bellocco-Pesce’ di Rosarno. Dominello Rocco ha rapporti con la dirigenza Juventus per la gestione di bagarinaggio biglietti e abbonamenti. Le persone a contatto con i boss? Sono il dottor Carugo, il dottor Merulla, il dottor D’Angelo ed il presidente Agnelli.

La difesa bianconera

Il patron bianconero si è subito tirato fuori dalle accuse, almeno a parole, tramite una conferenza stampa.
Mi difenderò, difenderò i nostri collaboratori e soprattutto difenderò il buon nome della Juventus che per troppe volte è già stato infangato e sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva. Non ho mai incontrato boss mafiosi.

I rischi del deferimento federale

L’esito della Giustizia Sportiva potrebbe arrivare tra aprile e maggio. Ma la domanda è solo una: cosa rischia la Juventus? Il presidente Andrea Agnelli e i dirigenti sportivi potrebbero essere puniti con l’inibizione da uno a tre mesi più un’ammenda al club di 50mila euro. Nessun punto di penalizzazione alla squadra e nessun coinvolgimento per i tesserati bianconeri. Attenzione però al danno d’immagine non da poco che ha subito la società in un momento molto delicato della stagione. C’è l’impressione che se ne parlerà ancora per molto.

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