Calciomercato, Buriani: "Era fatta per Verratti al Milan"

A rivelare l'indiscrezione di calciomercato è Ruben Buriani. Il Milan aveva praticamente chiuso l'affare Verratti in tempi non sospetti. Chi disse no?

Marco Verrratti, centrocampista del PSG

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Cristiano Ronaldo alla Juventus, Frank Lampard all'Inter, Thierry Henry al Milan o Marco Verratti al Napoli. Il calciomercato è pieno di trattative sfumate più o meno al fotofinish. Un'usanza, quella di parlare di mirabolanti acquisti poi mai concretizzatisi, già comune a partire dai primi anni 80, quando la Serie A primeggiava su tutti i campionati continentali e il Bel Paese era la meta più ambita da tutti i calciatori professionisti. Con la repentina diffusione della rivoluzione digitale si è poi assistito al continuo proliferare di presunte operazioni inverosimili che si sono poi palesate come vere e proprie bufale, finendo dimenticate nei meandri del web.

Tuttavia, alle volte certe mirabolanti trattative si sono rivelate più che semplici rumors, a dispetto dello scetticismo generale che comunque ha continuato e continuerà a serpeggiare nell'ambiente. Tornando al caso Ronaldo-Juventus ad esempio, vi è un documento che proverebbe l'indiscrezione che tanto ha destato scalpore un paio d'anni fa. Gianni Di Marzio, ex allenatore e qualche anno fa osservatore per conto dei bianconeri, compilò infatti un'accuratissima relazione basata sulla performance di un allora CR7 neanche 20enne, che lo impressionò in occasione di uno Sporting Lisbona-Belenenses del 20 ottobre 2002. L'affare, secondo alcune leggende metropolitane, saltò a causa del rifiuto di Marcelo Salas ai Leões, che avrebbero preso l'attaccante cileno come contropartita tecnica. 

Adesso però, stiamo per regalarvi un retroscena che ha del clamoroso: e se vi dicessimo che un giovanissimo - ma neanche tanto - Verratti fu ad un passo dal Milan? No, non stiamo delirando. La straordinaria rivelazione arriva per bocca di Ruben Buriani, ex dirigente rossonero con occhio sempre attento sui giovani. Galeotto fu un Pescara-Milan disputatosi per il campionato Allievi: l'ex centrocampista meneghino scorge la luminescenza di un faro nel centrocampo biancazzurro. Neanche a dirlo, scatta da subito il colpo di fulmine. Sembra tutto fatto per l'arrivo di Verratti a Milano, dove svolgerà la restante trafila all'interno del settore giovanile. Poi però, l'imprevisto: qualcuno blocca l'operazione, quel centrocampista dal baricentro basso e dal talento inaudito resta nella propria città natale. Il resto della storia lo conosciamo bene, con Zeman che trasforma quel trequartista in un regista, regalando al calcio nostrano un talento che solo i milioni del PSG riescono a portar via dalle grinfie di Juventus e Napoli, troppo molle nel trattare con il presidente pescarese Daniele Sebastiani.

Il retroscena di calciomercato: "Verratti? C'era l'accordo"

Ruben Buriani non ha utilizzato mezzi termini per chiarire la vicenda: Verratti era stato praticamente acquistato dal Milan. Nel corso di una intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il dirigente chiarisce come, quando il più sembrava fatto, qualcuno stoppò improvvisamente tutto, ponendo un veto sull'arrivo dell'abruzzese.

Non riesco a capire cosa sia potuto accadere con Verratti. Lo vidi in un Pescara v Milan, categoria allievi. Capii sin da subito di trovarmi di fronte ad un possibile fenomeno, e così chiamai il club. Di comune accordo con la dirigenza, decidemmo di comprarlo al volo, trovando anche l'accordo in termini economici. Nella gara di ritorno, a Milano, avrebbe sostenuto le visite mediche con noi. Unico dettaglio mancante? La firma, che non arriva, e non arriverà mai. Qualcuno fa saltare tutto, il trasferimento non si fa. È stato un errore madornale: ancora oggi non riesco a darmi una spiegazione, a capire il perché.

Milan: Sliding doors?

La domanda che adesso ci poniamo è: approdando al Milan, Verratti sarebbe diventato lo stesso giocatore che è oggi? Probabilmente no. Come già sottolineato infatti, gran parte dei meriti dell'esplosione del regista va data a Zdenek Zeman, che ne rivoluzionò il modo di giocare, oltre che la posizione in campo. L'arretramento del raggio d'azione del nazionale azzurro è probabilmente la chiave di volta della consacrazione di Verratti, che resta ad oggi l'unico degno erede - nonostante le diverse caratteristiche - di Andrea Pirlo. I rimpianti per le italiane, però, continuano ad essere tanti. E adesso, con le dichiarazioni di Buriani, sappiamo che a mordersi le mani assieme a Juve e Napoli c'è anche il Milan.

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Approdando al Milan da giovanissimo, Verratti sarebbe diventato lo stesso giocatore che è oggi?

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