McGregor: "Se colpisco la testa di Mayweather gliela stacco"

The Notorious provoca di nuovo "Pretty Boy Floyd" in un'intervista a GQ: "Ha la testa piccola, se lo colpisco una volta gliela faccio volare in mezzo al pubblico".

Conor McGregor si prepara alla sfida con Floyd Mayweather

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Ancora non è arrivata l'ufficialità dell'incontro di boxe tra Conor McGregor e Floyd Mayweather, ma che le intenzioni dei due siano quelle di trovarsi uno di fronte all'altro sul ring ormai ci sono pochi dubbi. The Notorious è attualmente Las Vegas, vuole chiudere prima possibile la questione e mettere tutto nero su bianco. In una lunga intervista a GQ, tuttavia, l'atleta irlandese ha ammesso che non gli dispiacerebbe vedersela con qualche altro pugile prima dello "scontro finale" con Pretty Boy:

La sfida con Mayweather è quella che vogliono tutti, quella che avrebbe più senso. Ma non ho problemi a prendere a schiaffi qualcuno degli avversari che Floyd non è riuscito a finire. Tutti quelli contro i quali ha vinto ai punti, che non è riuscito a fermare. Tutto quello che dovrei fare e mettere la mia mano destra sulla loro faccia, addormentarli e il lavoro sarebbe fatto.

Un pugno come la testa

Parla comunque di incontri di pugilato, disciplina in cui si cimenterebbe ma che è decisamente diversa da quella in cui eccelle, le arti marziali miste. Ecco perché, secondo l'irlandese, lui e Mayweather hanno due concezioni diverse del termine "lotta":

Lui non ha lottato per 40 anni, ma ha fatto il pugile per 40 anni. È diverso. C'è una grande differenza tra il boxare e il lottare. La boxe è una lotta limitata, con una serie di regole specifiche. Lottare è qualcosa di vero, dove puoi fare tutto.

E a questo punto non può non arrivare la provocazione nei confronti del rivale:

L'età non aspetta nessuno. Lui ha 40 anni, è piccolo, ha una testa piccola. Seriamente, il mio pugno è più grande della sua testa. Io ti faccio svenire, ti lascio privo di coscienza. Mi riferisco ai fatti. Se colpisco quest'uomo, la sua testa vola fuori dal ring. Mi capisci? Se colpisco quella testa piccola, si staccherà dalle sue spalle.

La difesa di Trump

Altro passaggio importante della lunghissima intervista al campione UFC è quello che riguarda il suo giudizio sul presidente degli Stati Uniti, Donald Trump:

Io sono abituato a sentirmi responsabile della mia situazione. Se iniziassi a incolpare gli altri, come vedo che tanta gente fa con i politici, penserei di avere una mentalità sbagliata. Ognuno dovrebbe avere il controllo di se stesso, eppure alla maggior parte delle persone piace di più dare la colpa ad altri.

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