Somiglia a Mourinho, si chiama Marco Silva: e deve salvare l’Hull City

Un contratto lungo un anno, un girone per salvare l'Hull City: è questo l'obbiettivo di Marco Silva. Giovane allenatore portoghese tanto simile a José Mourinho.

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Gli allenatori portoghesi fanno scuola. Uomini sicuri di sé, profeti in patria ed eroi lontano dai propri confini. Nomi diversi, parabole simili. Perché se ci sono dei problemi, conviene rivolgersi a loro. E così ha fatto l'Hull City. Benservito per Mike Phelan, benvenuto a Marco Silva. Già, portoghese. Un uomo pronto al miracolo. Ma per i Tigers servirà una vera e propria opera d'arte. In una parola: salvezza. Di certo non roba da poco, considerato il girone d'andata: in venti partite di Premier League, l'Hull ha portato a casa solo tre vittorie e quattro pareggi. Ma la scossa c'è già stata.

Per i Tigers il nuovo anno è iniziato più tardi. L'ultimo capitolo della storia di Mike Phelan è stato scritto il 2 gennaio: sconfitta con il West Bromwich Albion. Ennesima caduta, ultima possibilità: basta, serve una svolta. Perché la società vuole dare un senso a quella faticosa promozione conquistata a Wembley la stagione precedente. Intanto la doppia vittoria nelle prime due giornate è un ricordo ormai sbiadito. I tre punti mancano da quasi tre mesi, 6 novembre: 2-1 al Southampton. Totale: relegatione zone, ultimo posto. Fino a che, all'improvviso, l'Hull City torna a vincere.

Marco Silva, nuovo allenatore Hull City

Sì, la scossa c'è stata. Fa morale la vittoria in FA Cup: 2-0 allo Swansea. Messaggio lanciato proprio agli Swans, i rivali da battere per salvarsi. E per compiere l'impresa, l'Hull City dovrà affidarsi totalmente all'ultimo portoghese capace di miracoli.

Marco who?

Alcuni, all'inizio, avevano dei dubbi. Anzi, proprio non lo conoscevano. Ma chi è, questo Marco Silva? All'Hull City chi aveva delle precise informazioni sul nuovo allenatore era il solo Andrew Robertson.

Conosco il nuovo manager grazie a Ryan Gauld, mio amico e collega scozzese. Ryan è stato allenato da Marco Silva allo Sporting Lisbona. Sì, me ne ha parlato un gran bene

I risultati, infatti, sono tutti dalla parte di Marco Silva. Che non ha una montagna di esperienza, ma vanta giù un curriculum ricco di belle cose. Classe 1977, di Lisbona: giovane, capace e... uguale a Mourinho. Già, così dicono dalle sue parti. Perché si può essere profeti anche se non si è di Setubal.

La storia di Marco Silva

Appesi gli scarpini al chiodo nel 2011, Marco Silva comincia subito ad insegnare calcio. E lo fa l'Estoril Praia, la sua ultima squadra da calciatore. Quella che gli ha regalato più emozioni. Decide così di allenarla. Lo fa bene, grandi successi: promozione in massima serie portoghese e, dopo tre anni, qualificazione in UEFA Europa League. Qualcuno lo nota. Ma è presto per lasciare la sua terra, meglio stare ancora vicini: alla guida dello Sporting. Ma a Lisbona Silva ci rimarrà solo un anno: giusto il tempo di alzare una Coppa portoghese. Poi il viaggio, in Grecia. Dove scrive la storia.

Mourinho e Marco Silva

E in Grecia Silva mette in fila ben 17 vittorie consecutive da inizio campionato, un record mai stabilito prima. Perché nessuno, in tutte le leghe d'Europa, era mai arrivato a tanto. Così l'Olympiakos conquista il campionato greco. In Champions League, invece, terrorizza l'Arsenal all'Emirates Stadium. Vittoria a Londra, ma il sogno finisce nel girone. Uscirà anche ai sedicesimi di Europa League, contro l'Anderlecht. Ma la sconfitta in Coppa di Grecia di fronte all'AEK Atene originò il pomo della discordia. E il portoghese rassegna le dimissioni.

Mourinho in Portogallo è un semidio. Sono orgoglioso di essere associato al suo nome: ha vinto l'impossibile. Ma non paragonatemi a lui. Lasciatemi lavorare

E il lavoro pare stia pagando. Oltre all'esordio positivo contro lo Swansea, anche ieri, in League Cup, l'Hull City ha regalato una buona prestazione, soprattutto se si considera l'avversario: il Manchester United. Sì, contro Mourinho. Il suo modello, quello che gli assomiglia. Zitti però, non ditelo a Marco Silva.

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