Chapecoense, si torna in campo: il primo allenamento dopo la tragedia

Quando il campo significa speranza: la Chapecoense, dopo la tragedia, torna ad allenarsi con tanti ragazzi promossi dalle giovanili. E la testa è già al campionato.

Chapecoense, ritorno in campo

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Speranza. Perché ci si può rialzare, sempre. Ce lo insegnano quelli della Chapecoense, loro: gli eroi. Dalla tragedia al risorgimento. Dal 29 novembre al 6 gennaio, quando la squadra brasiliana si è riunita di nuovo. Raduno. Calcio, ancora. Tra prestiti, acquisti e qualche ragazzo promosso dalle giovanili. Assieme ad un nuovo allenatore: Vagner Mancini. E adesso testa a pallone e campionato. Sì, ora si gioca. Primeira Liga, il torneo in compagnia delle formazioni di Rio de Janeiro e del sud del Brasile. La prima partita il 26 gennaio, contro la Joinville.

Ricominciamo

Allenamenti e campo. Due fattori fondamentali per ricominciare a sorridere. Gesto che i tifosi della Chapecoense avevano dimenticato. Ora invece ci riprovano, con 15 nuovi giocatori e 4 eroi sopravvissuti al disastro. E uno miracolato, Netosuperstite che spera di tornare in campo, anche se quando non si sa ancora. Gli altri invece sono scampati alla sciagura perché infortunati in quel periodo: Nenem, Martinuccio e Moises.

Intanto il club carioca annuncia sul proprio sito ufficiale l'acquisto di altri quattro rinforzi: Luiz Otavio, Elias, Andrei Girotto e Osman. Ma non finisce qua, perché da quanto filtra dal Brasile sono attese altre nuove operazioni. Già, ritorno alla vita e ricostruzione del gruppo. Il DS Rui Costa, però, non avrà di certo un compito facile. Perché serviranno solo giocatori innamorati della maglia. Proprio come Neto, "il guerriero".

Il difensore ha mostrato allo spogliatoio le sue cicatrici. Seduto, vicino ai compagni. Con in mano un paio di stampelle, altissime: come la sua forza. Quella che dovranno avere d'ora in poi i nuovi giocatori della Chape. Partendo alla pari con gli avversari, senza favori. Il club infatti ha rifiutato l'immunità dalla retrocessione. Perché se la Chapecoense è più forte degli altri, il calcio è uguale per tutti. E allora testa e cuore tutti da mettere in allenamento.

Abbiamo poco tempo per la preparazione. Dobbiamo ricostruire la squadra in fretta. Lavorando e allenandoci, da subito

Va dritto al punto Vagner Mancini. Da ora, tanto pallone. L'amico perfetto per ritrovare il sorriso. Quello che predica Alan Ruschel, un altro dei tre giocatori sopravvissuti:

La vera eredità del gruppo di prima è l'allegria

Arriverà anche la gioia, col tempo. E passerà soprattutto dai gol e dalle partite. Prima del campionato ci sarà un'amichevole. All'Arena Conda in Chapeco, contro il Palmeiras: la detentrice del titolo brasiliano. Poi via col campionato, quando il sogno ricomincerà.

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