NBA All Star Game, Zaza Pachulia in quintetto: perché non succederà

Per il secondo anno Pachulia è altissimo nel voto popolare per l'All Star Game e rischierebbe di andare a New Orleans, ma non accadrà e vi spieghiamo perché.

Il timore di tutti è vedere Pachulia a New Orleans

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L’ All-Star game è sempre una kermesse che mixa sapientemente la competizione e lo spettacolo, infatti se soprattutto nel Rookie Game si può parlare di livello competitivo bassissimo, nei contest del sabato e in alcuni quarti periodi della partita delle stelle si è vista la voglia di vincere, come nell’indimenticabile 2001 quando i migliori giocatori del mondo, dopo aver fatto spettacolo, hanno messo in campo tutta la voglia e il talento in loro possesso.
É da un po' di anni che non si respira questo clima, dove tutto è diventato una festa, anche per aspiranti stelle che non lo meritano come Zaza Pachulia.

Talento, rendimento, ma anche popolarità

La giusta considerazione di qualche anno fa delle alte sfere NBA aveva portato a coivolgere in maniera fattiva il pubblico nella scelta dei partecipanti che più meritassero di far parte dell’elitè NBA. I presenti alla manifestazione dovevano esser sì coloro che si sono distinti particolarmente per le prestazioni nella stagione, ma anche quelli che il pubblico voleva vedere, quelli che fanno spettacolo con il loro talento e possono infiammare l'ambiente con una singola giocata.

Per questo stelle come Duncan o Nowitzki hanno sempre partecipato per palesi meriti sportivi, ma non si sono mai inseriti completamente nello spirito della competizione, semplicemente perché hanno sempre curato più la sostanza e la tecnica che la forma e l'atletismo.
Immaginatevi se Zaza Pachulia giocasse l’All Star Game, visto che d’inebriare il pubblico non se ne parla né dal punto di vista spettacolare, né dal punto di vista di fondamentali e incidenza sul gioco.

New Orleans sarà la casa delle stelle

La popolarità di Pachulia

Non insistiamo su di lui per accanimento, ma perché per il secondo anno consecutivo si è reso protagonista delle votazioni popolari sbaragliando la concorrenza.
Anche in questa stagione sta riscuotendo un successo incredibile, tanto da essere inserito nelle ali dell’Ovest come secondo assoluto dietro Kevin Durant. Sembra impossibile che un giocatore di medio livello abbia questo seguito, ma essendo l’unico georgiano in NBA e con un’intera nazione alle sue spalle, impiega poco tempo ad accumulare un'incredibile quantità di voti (4.7 milioni di abitanti sono tutti suoi). Nel passato fu Yao Ming a muovere le acque in questo senso, avendo la sterminata comunità cinese alle proprie spalle, ma la differenza tra giocatori è evidente, perché Yao sarebbe comunque stato sempre un borderline All-Star.

Oltre ai comuni mortali georgiani che tifano per lui, Zaza si avvale anche dell'aiuto di una Vine star come Heyes Greier che lo spinge assieme proprio al premier georgiano. Per dare un tenore sul dominio demografico di Pachulia, oltre a lasciarsi dietro MVP-caliber come Kawhi Leonard, Anthony Davis e DeMarcus Cousins, guarda dall'alto anche Blake Griffin, Marc Gasol, Karl-Anthony Towns e LaMarcus Aldridge avendo più dei loro voti...messi assieme.
E allora dobbiamo aspettarci Zaza a New Orleans?

Il sorriso di un presunto All Star

Zaza non sarà a New Orleans se non corrompe i colleghi

Adam Silver, per ovviare a questo bug del sistema, ha instaurato un meccanismo di gerarchie per la selezione molto più ampio. I parametri per essere un All-Star sono tre: il voto del pubblico tramite Twitter, Google, NBA.com e l’applicazione ufficiale, la selezione da parte degli altri giocatori e quella dei media.
Queste tre voci andranno a creare il coefficiente finale che determinerà i partecipanti. La somma delle classificazioni assolute nelle tre categorie, verrà divisa poi per tre e il numero finale sarà il verdetto.

Supponiamo che Pachulia possa essere primo incontrastato nella votazione del pubblico, quindi avrà un uno da sommare però alla selezione di giocatori e media che lo vedrebbero (del tutto ipoteticamente) al ventesimo e al trentesimo posto assoluto. La sua valutazione finale sarebbe: 1+20+30= 51 che diviso per tre porterebbe a un 17 che sicuramente non lo vedrebbe tra le prime quattro ali a Ovest.
Per concludere l’analisi, in caso di parità tra numeri di coefficiente finale, allora lì si che sarà la votazione del pubblico a rompere la parità in favore del giocatore più popolare, quindi state tranquilli che di Georgia a New Orleans non ce ne sarà.

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