NBA, Westbrook da MVP oltre le triple doppie: OKC è ai suoi piedi

Russell Westbrook ha preso una nobile decisione in estate rimanendo a OKC: analizziamo nel profondo i suoi numeri andando oltre la tripla doppia e i punti segnati.

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Sembra quasi di analizzare il lapalissiano quando si prova a dare una spiegazione alla stagione sin qui di Russell Westbrook. I numeri sono sotto gli occhi di tutti, così come il fatto che i Thunder dipendano esclusivamente da lui, ma quello che non si nota è come Russ produca tutto questo dominio e quanto i suoi compagni si nutrano di tutto ciò che fa.

Westbrook è il direttore d'orchestra

Russ è IL sistema

Nell’ultima settimana ha registrato le medie di 41 punti, 10 assist e 9.8 rimbalzi, ma dalla partita di Natale contro i Timberwolves si possono trarre ben altri spunti rispetto ai freddi numeri. Ha creato 25 opportunità di assist, regalato ben 17 tiri non contestati ai compagni (quindici dei quali derivati direttamente dal suo passaggio) e ha propiziato tiri a un metro da canestro per ben 15 volte, nove delle quali direttamente da un suo passaggio. 

Sui 61 tiri tentati dalla squadra con lui in campo, 50 di questi erano o una sua conclusione o una derivante dal suo passaggio. I Thunder hanno il 47% dal campo con lui, mentre il 43% quando è fuori, ma se togliamo completamente l’ammontare dei tiri che prende in proprio, il resto della squadra passa da un mediocre 43% con lui in panchina a un più che buono 49% con lui in campo e questo deriva semplicemente dagli sguardi aperti a canestro che riesce a regalare. Ha creato 311 assist per tiri non contestati sino a prima della partita contro gli Heat, quando il secondo in squadra è Oladipo, fermo a quota 33

L'atletismo debordante di Russ

One man fast break

Si sa che il ritmo con cui gioca il numero #0 sui ventotto metri non è replicabile da nessun altro e quando si scatena in campo aperto è semplicemente un’inarginabile forza della natura. Nel 2014-15 aveva guidato la lega per punti i contropiede con 8.2 (migliore di tutti negli ultimi vent’anni), ma quest’anno ha ridotto la sua produzione personale a 6.8 (che gli valgono comunque il primo posto nella lega), aggiungendo una grandissima parte d’indotto. Ha segnato o assistito nel 78% delle transizioni dei Thunder e nel 58% dei casi ha generato un tiro aperto per i compagni che li hanno potuti convertire con un sontuoso 64%. Per inquadrare nella big picture queste cifre i Toronto Raptors (il miglior attacco non solo della stagione, ma di tutta la storia) in transizione producono 1.29 punti per azione, mentre Russ scatenato Nord-Sud ne produce da solo 1.05.

Rimbalzo=contropiede

Rimbalzo difensivo = punti

Per produrre una tripla doppia di media servono anche i rimbalzi e l’intensità che mette sotto i tabelloni è tangibile, tanto da essere la miglior guardia della storia tra NBA e ABA per percentuale di rimbalzi catturati a quota 26%. Questa cifra è uguale a quella di Karl-Anthony Towns in questa stagione e migliore rispetto alla metà dei centri NBA. Ciò che impressiona di più non è il fatto che li prenda, pur essendo già ragguardevole, ma l’uso che ne fa. 

Quando i Thunder vanno in transizione dopo un rimbalzo difensivo, quasi sempre è coinvolto, infatti ha realizzato o assistito 197 dei 250 punti prodotti fin qui in campo aperto. Il 45% delle volte in cui Westbrook cattura un rimbalzo nel proprio pitturato, questo si tramuta in una transizione, portando a un’efficienza offensiva cruciale per una squadra altrimenti non dotata di tante alternative a metà campo.

Russ deve fare tutto, ma lo fa semplicemente per il bene della squadra che ha optato per non sovraccaricarlo, mantenendolo a 35.1 minuti di media a partita. L’offensive rating con lui è 107.2, mentre in sua assenza è 97.2 e il Net Rating passa da +5.8 a -10.8. Tutte queste cifre dietro le quinte possono essere riassunte dalla frase che ripete dall’inizio della stagione e che riassume al meglio la sua scelta estiva:

Non mi interessa quante triple doppie faccio, come ve lo devo dire? Se alla fine della serata ci arrivo bene, altrimenti non è un problema. Faccio ciò che serve per la squadra. Lasciatemi giocare con i miei compagni, a me non interessano queste cose.

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