Formula 1, Antonio Giovinazzi: un pilota italiano in Ferrari

Il 23enne pugliese è stato scelto come terzo volante dalla scuderia di Maranello. Dai kart alla GP2, una scalata contando solo sui genitori. E per il 2018 si aspetta una promozione.

Immagine di Giovinazzi

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La storia di Antonio Giovinazzi è di quelle da portare come esempio per i più giovani. Avere un sogno e farcela, il pilota pugliese ancora non ci crede. La Ferrari lo ha ingaggiato come terzo pilota, continuerà a crescere nella scuderia di Maranello dopo le buone prove e un Mondiale mancato per un soffio in GP2. Ed esulta anche l’Italia: finalmente si è riaccesa la speranza di vedere un italiano al volante del Cavallino.

Ferrari, arrivo

È stato lo stesso Sergio Marchionne, nel consueto appuntamento con i giornalisti prima di Natale, a dare l’annuncio. Giovinazzi, nato a Martina Franca 23 anni fa, entra così a far parte dell’Academy rossa come terzo pilota alle spalle di Vettel e Raikkonen. Tra i box è da tempo considerato uno dei migliori giovani in circolazione, quest’anno il Mondiale in GP2 è mancato per soli 8 punti. 
Fin da piccolo, come vuole la tradizione, corre con il volante in mano. I kart, la Formula 3, la DTM, e poi la scuderia vicentina Prema. Il giusto palcoscenico è proprio quello appena dietro la Formula 1, tra i più grandi. La Ferrari a settembre lo ha fatto già esercitare al simulatore, poi la chiamata definitiva.
Il padre piange, non ci crede. È stato lui a trasmettergli la passione per i motori, lui a comprargli il primo kart. E senza aiutini, nemmeno un sponsor grande alle spalle, Antonio sta ora tra i grandi e studia. Con una sola certezza: avere la tuta rossa addosso.

Training and waiting for 2017! #nostop #goodfriends #puglia #home

A photo posted by Antonio Giovinazzi (@antogiovinazzi) on

Progetto futuro

La felicità è tanta, ai microfoni di Motorsport.com, il giovane pilota non riesce ancora a commentare il momento:
Ho provato tanto orgoglio. Dopo tanti sacrifici, arrivare in questa squadra importante come la Ferrari è la realizzazione di un sogno. Ti vengono in mente tanti momenti, il primo risale a 3 anni, quando per la prima volta presi in mano un volante. La telefonata dei miei genitori, sentirli piangere, mi ha emozionato: così ci siamo ripagati tanti sacrifici fatti insieme.
Un ragazzo normale, bello, pronto già a far girare le ruote sull’asfalto ma anche le teste di tante donne. Davanti ora c’è il 2017: nei primi mesi sarà subito impegnato con i classici test sulla monoposto della stagione che verrà. Cercherà di rubare con lo sguardo, di stare in un angolo e apprendere il più possibile. Qualcuno lo dice sottovoce, il progetto che lo riguarda però potrebbe riservare grosse sorprese. C’è Sebastian Vettel, ovvio, ma Kimi Raikkonen a 37 anni potrebbe lasciare alla fine del prossimo anno. E quel sedile pare già destinato a Giovinazzi.

Spirito italiano

Mancava un italiano in Formula 1 (gli ultimi Trulli e Liuzzi), mancava un po’ di tricolore in Ferrari. Per ora è dietro le quinte, ma presto Giovinazzi sarà protagonista. Terzo pilota come Luca Badoer e Giancarlo Fisichella, i più recenti. Prima di loro è toccato a Gianni Morbidelli, pilota Minardi chiamato nel 1991 a sostituire Alain Prost dopo che il francese aveva dato del camion alla sua Ferrari. Un’offesa che il team di Maranello ha punito con il licenziamento.
Poi a Ivan Capelli prima, a Nicola Larini dopo. Per vedere un pilota italiano vincere con la Ferrari bisogna tornare ai tempi di Michele Alboreto, nel 1984. Ora qualcosa si muove: rivedere la Rossa vincere, magari con un'italiano al volante, sarebbe il sogno di tanti tifosi.

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