Eurolega - Galatasaray-EA7, Top & Flop: super Micov, Kalnietis in tilt

Ad Istanbul per l'Olimpia è arrivato il 5° K.O. consecutivo in Eurolega: Tyus e Schilb decisivi, all'EA7 non basta la rimonta nella ripresa firmata Hickman-Sanders.

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Poteva essere la sfida in grado di rilanciare le ambizioni di una squadra in grande difficoltà, tra le quattro sconfitte consecutive in Eurolega ed il primo K.O. in campionato contro Venezia. Ma il match dell’Abdi Ipekçi Arena di ieri contro il Galatasaray, per l’Olimpia Milano di Jasmin Repesa, ha finito per rivelarsi per l’ennesimo mancato sorriso di un periodo complicato: una rimonta riuscita solo a metà, contro la squadra di Ataman, vanificata nel finale dal tap-in schiacciato decisivo di Tyus e dal successivo errore finale di Sanders, capace di condannare l’EA7 all’ottava sconfitta in dodici gare europee. Andiamo a vedere insieme, dopo l’83-80 finale in favore della squadra turca, tutti gli aspetti positivi e negativi relativi gara di ieri. 

TOP

Vladimir Micov, MVP della gara di ieri

Vladimir Micov - Che fosse la sua serata lo si è capito sin da subito: primo canestro della gara di marca Gala ed 8 punti segnati nel solo primo periodo di gioco, completando l’opera con un’ottima continuità a livello di scoring (e difesa) nell’arco del match e segnando i liberi utili a sigillare il successo finale. 23 punti (career-high in Eurolega), 6/12 dal campo, 5/8 da 3, 6/6 dalla lunetta, 6 rimbalzi e 8 falli subiti, con un 27 di valutazione per coronare una gara da MVP. 

Il duo Schilb-Tyus - Quarta gara consecutiva in doppia cifra, gran primo tempo (da 13 punti sui 17 totali segnati) e inatteso protagonista del match: l’esperta ala statunitense, con passaporto ceco, ha funzionato alla grande da spalla di Micov nel guidare offensivamente un Galatasaray senza Smith (a disposizione, ma non utilizzato), Dentmon (contratto risolto), Thompson e Daye, alle prese con problemi fisici. A rivelarsi fondamentale da ambo i lati del campo anche Alex Tyus, atleta difficile da contenere soprattutto a rimbalzo: sua la giocata decisiva del match, dopo un tiro fallito da Micov, contando anche due super stoppate ed una strepitosa prova in cui l’ex Maccabi e Cantù è riuscito, da solo, a tener testa ai lunghi milanesi, con Pleiss decisamente fuori partita.

Il terzo quarto EA7 - Solito ago della bilancia e variabile impazzita, per Milano, che almeno nella gara di Istanbul ha sorriso (seppur in maniera illusoria) a Hickman e compagni. Finalmente incisivo anche dall’arco dei tre punti, con canestri in grado di favorire la rimonta dell’EA7 dal -16 precedentemente incassato, l’ex play/guardia di Pesaro e Maccabi ha trascinato i suoi (insieme a Sanders e all’ottima difesa di Dragic) a ricucire in maniera importante lo strappo: parziale da 19-27 per rientrare in partita e bella reazione nel massimo momento di difficoltà, tuttavia inutile a regalare all’Olimpia un ritorno al successo quantomai fondamentale. 

FLOP

Mantas Kalnietis è in un periodo di grande difficoltà

Mantas Kalnietis - Numeri (e immagini) non mentono: lucido in poche situazioni, con ben 6 palle perse (alcune delle quali in momenti delicati) a complicare in maniera importante il cammino milanese nel match. Ombra del play leader, sicuro e decisivo dello scorso finale di stagione, il lituano ha chiuso la decima gara su 12 senza andare in doppia cifra, facendo registrare una delle peggiori prestazioni di questo complicato avvio d’annata: assenza che in cabina di regia continua a sentirsi parecchio, limitando nettamente anche la qualità dei possessi offensivi della squadra di Repesa. Proprio ad Istanbul, contro il Darussafaka, era arrivata la miglior prova in assoluto: 11 punti e triple decisive, in una gara esattamente agli antipodi rispetto al tilt di ieri. In cui Kalnietis si è rivelato, purtroppo per l’Olimpia, deludente. 

Il primo tempo Olimpia - Nient’altro che lo specchio del momento di difficoltà vissuto da Milano: scarsa reattività, Galatasaray sempre più pronto sui secondi possessi e tanto, troppo spazio concesso sul perimetro, con Micov, Diebler e Schilb più volte capaci di approfittare della libertà concessa. In attacco le cose non sono andate certamente meglio: soli 32 punti segnati contro una delle peggiori difese di tutta l’Eurolega (86.5 punti subiti a partita) e scarsa fluidità in ogni possesso, culminato in più di un’occasione con un isolamento. Ripensando alla bella pallacanestro espressa ad inizio stagione e al potenziale nelle corde di questa squadra, l’attuale Olimpia sembra davvero rappresentare qualcosa di irriconoscibile a confronto.

Jasmin Repesa - Di fronte (ad esempio) a tiri con metri e metri di spazio falliti da Simon, normalmente formalità per la guardia croata, il coach biancorosso ha ben poche colpe: qualcosa da rimproverarsi, forse, arriva da una gestione dell’ultimo possesso non propriamente idilliaca, culminata con un tiro forzato da Sanders senza alcuna precedente costruzione di gioco. Poco spiegabili, nonostante l’assenza di Cinciarini, anche i 30 minuti di campo per un Kalnietis in grossa difficoltà, abbinati ad una partita spesa totalmente in panchina dal duo Abass-Pascolo. Perplessità alle quali, attualmente, risulta difficile dare una risposta: replica che Repesa stesso dovrà necessariamente fornire a partire dalle prossime uscite, prima che il divario con le prime 8 squadre classificate diventi sempre più ampio. E costringa l’Olimpia, nonostante un ottimo roster a disposizione e grandi premesse, a mancare un traguardo playoff più che raggiungibile.

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